Approvato il decreto per le linee guida sui valori di assorbimento dei campi elettromagnetici da parte degli edifici

Approvato, a firma del Ministro dell'Ambiente Galletti, il decreto ministeriale concernente le linee guida per la determinazione dei valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici.

Il nuovo decreto, come stabilito dal decreto-legge 179 del 12 ottobre 2012, fornisce una guida per la valutazione del rischio da campi elettromagnetici negli ambienti abitativi, tenendo conto delle differenti proprietà schermanti offerte dai materiali da costruzione.

 

antennaIl DL 179/2012, infatti, ha disposto la formulazione di una serie di linee guida per la protezione della popolazione dagli effetti a breve termine e dai possibili effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici (nell'intervallo di frequenza 100 kHz-300 GHz, al cui interno sono comprese le emissioni delle stazioni radio base per la telefonia mobile e gli impianti di diffusione radiotelevisiva).

 

Tali linee guida avranno il compito di stabilire:

  1. le modalità di fornitura agli enti competenti (ISPRA, ARPA/APPA) dei dati di potenza degli impianti da parte degli operatori;
  2. i fattori di riduzione della potenza massima al connettore dell'antenna;
  3. i valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici;
  4. la nozione di "pertinenze esterne con dimensioni abitabili".

Mentre i punti 1 e 2 sono già stati coperti dal DM 2 dicembre 2014, che riguarda quindi principalmente le incombenze a carico dell'operatore responsabile dell'installazione dell'antenna, il punto 3 è l'oggetto del nuovo decreto.

 

Sulla base dei dati ottenuti nel corso della sperimentazione effettuata da ISPRA e dalle ARPA di Liguria, Piemonte, Umbria e Veneto, sono stati adottati diversi fattori di riduzione in funzione della struttura e delle frequenze interessate.

 

In caso di pareti e coperture senza finestre (o altre aperture analoghe), si distinguono due casi:

  • se la frequenza di trasmissione è superiore a 400 MHz (il caso delle antenne di telefonia mobile), si considera un'attenuazione di 6 dB, pari approssimativamente a una riduzione di 4 volte
  • se la frequenza di trasmissione è inferiore a 400 MHz (intervallo in cui ricadono le emissioni degli impianti radio-televisivi), l'attenuazione considerata è di 3 dB, cioè un dimezzamento.

Qualora, invece la superficie in oggetto sia una parete o una copertura con delle finestre, in via precauzionale viene considerata la condizione peggiore di "finestre aperte", in cui quindi non si ha alcuna attenuazione (0 dB).

 

Le istanze per l'installazione di nuove antenne di telefonia mobile o di radiotelecomunicazione potranno quindi considerare questa riduzione dell'impatto sulla popolazione in fase di stima previsionale delle emissioni.
Ciò permetterà agli operatori di impiegare potenze di trasmissione superiori, qualora l'assorbimento da parte della struttura dell'edificio porti l'esposizione effettiva al di sotto dei limiti di legge.
I gestori di reti mobili, inoltre, avranno la possibilità di considerare, pur in presenza di finestre, livelli di attenuazione superiori a 0 dB (ma comunque inferiori a 3 dB), purché possano documentare opportunamente le loro stime.
Sarà compito degli enti competenti rilasciare parere favorevole dopo aver verificato, tramite misurazioni, la correttezza della documentazione fornita.

 

La novità introdotta dal decreto consente, quindi, ai gestori di ipotizzare, tramite calcoli, il rispetto dei limiti di legge all'interno delle abitazioni utilizzando fattori di attenuazione standard delle pareti e delle superfici vetrate, che potrebberò però non corrispondere esattamente alla situazione reale.

È pertanto di fondamentale importanza il ruolo di chi effettua i controlli, al fine di individuare in tempi rapidi eventuali livelli fuori norma e proteggere la salute dei cittadini.

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