Pubblicato l’aggiornamento delle linee guida sulle Fibre Artificiali Vetrose

La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 10 novembre scorso, ha approvato l’aggiornamento 2016 delle “Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute” in materia di Fibre Artificiali Vetrose (documento scaricabile qui.

Diverse le novità, in particolare l’adeguamento della formulazione delle linee guida al completamento dell’entrata in vigore del CLP.

 

Tra le modifiche più interessanti, l’aver specificato i protocolli da utilizzare per le prove di persistenza biologica e intraperitoneale previste dalla nota Q.
L’applicazione della nota Q, ad ogni modo, è opzionale. Di conseguenza, qualora non siano condotti i test relativi alla biopersistenza, le lane minerali con diametro medio geometrico pesato sulla lunghezza minore o uguale a 6 um e contenuto di ossidi alcalini e alcalino-terrosi maggiore del 18%, sono da classificarsi in via precauzionale come carcinogeni cat.2.

 

Per ciò che concertne i metodi di prova da utilizzare ai fini della classificazione delle fibre, viene inserita la menzione delle indicazioni tecniche fornite nel Rapporto ISTISAN 15/5 del 2015.

 

Quasi totalmente riorganizzata la parte delle linee guida riguardante la gestione operativa dei rifiuti contenenti fibre artificiali vetrose, pur mantenendo intatta la sostanza dei contenuti.
È stato inserito un pratico diagramma da seguire per l’attribuzione del corretto codice CER ai rifiuti fibrosi prodotti, che rispetta i criteri già stabiliti nelle precedenti linee guida.