analisi amianto sostanze pericolose

Analisi di amianto, agenti chimici e sostanze pericolose

analisi amianto sostanze pericolose

L’amianto è un materiale friabile che è stato largamente usato in passato nel campo dell’edilizia e dell’industria come materiale coibentante, grazie alle sue proprietà di isolamento termico e acustico.

È ormai nota la pericolosità delle fibre di amianto per la salute, poiché questo materiale è responsabile di patologie quali placche pleuriche, mesotelioma, diverse forme di tumori e asbestosi. Tra il 1993 e il 2008 sono stati diagnosticati oltre 15.000 mesoteliomi maligni, e poiché gli effetti dannosi dell’amianto si manifestano sul lungo periodo, pertanto il picco di insorgenza di tumori è previsto tra il 2015 e il 2020.

Con la legge 257 del 27 marzo 1992 in Italia è stato fatto divieto di produrre e commercializzare prodotti contenenti amianto e fibre di amianto, ma ad oggi sono ancora molte le strutture in cui è presente e per questo il rischio di esposizione deve essere correttamente considerato e valutato. L’esposizione (e il conseguente aumento del rischio di contrarre tumori) è infatti un problema non solo per i lavoratori che svolgono attività direttamente correlate alla manipolazione di questi materiali (imprese edili, operatori di bonifica, ecc) ma per tutti coloro che operano in edifici contenenti amianto, in particolare in caso di dispersione di fibre di amianto nell’aria, da materiali contenenti amianto friabili o che hanno subito danni.

A tal fine è tanto più importante una valutazione professionale dell’ambiente di lavoro da parte di personale tecnico specializzato nell’analisi dello stato di conservazione degli edifici, per esaminare correttamente i rischi potenziali legati al rilascio in aria di fibre di amianto gravemente nocive per la salute.

Il laboratorio Laborad, in possesso dei requisiti per le attività di campionamento e analisi stabiliti dal Decreto Ministeriale 14 maggio 1996, è qualificato presso il Ministero della Salute per le analisi sull’amianto (codice 606LAZ50). I tecnici specializzati Laborad effettuano analisi quantitative della concentrazione di fibre aerodisperse (fibre di amianto e altre tipologie di fibre, come fibre artificiali vetrose) o qualitative per la presenza di amianto in campioni in massa, utilizzando la metodica MOCF, secondo le procedure descritte nel Decreto Ministeriale 6 settembre 1994.

Controllare i rischi da esposizione a fibre di amianto è più economico di quanto sembri. Non sempre, infatti, è necessario effettuare una bonifica per rimuovere il materiale contenente amianto; spesso, soprattutto se il materiale non è particolarmente friabile o non ha subito danni, possono essere sufficienti controlli periodici dello stato di conservazione. Richiedi maggiori informazioni sui materiali contenenti amianto o sospetti di contenere amianto che devi analizzare agli esperti di fibre di amianto di Laborad.

SOSTANZE PERICOLOSE

sostanze chimiche pericolose

Il Decreto Legislativo 81/08 stabilisce l’obbligo di valutare il rischio chimico per la sicurezza degli ambienti di lavoro. Tale valutazione deve essere eseguita prima dell’inizio delle attività che prevedano la presenza di sostanze chimiche pericolose. Tra le professioni a maggiore rischio rientrano addetti alla saldatura, tecnici di laboratorio, parrucchieri, addetti alle pulizie, personale impiegato nell’edilizia e molti altri.

Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) ai sensi dell’articolo 223 deve contenere una serie di informazioni:
1. analisi del processo lavorativo e classificazione delle mansioni;
2. identificazione degli agenti chimici pericolosi;
3. proprietà pericolose degli agenti chimici identificati;
4. le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52 e 16 luglio 1998, n. 285 e s.m.i.; oppure, in alternativa, le informazioni ricavate dalla letteratura scientifica;
5. il livello, il tipo e la durata dell’esposizione;
6. le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di agenti chimici, compresa la quantità degli stessi;
7. i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici;
8. gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
9. le eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese;
10. l’indicazione, per ciascuna delle sostanze pericolose (o miscele), della quantità e della modalità e frequenza di esposizione che consentono, anche attraverso l’utilizzo di modelli e/o algoritmi, di definire il livello di rischio chimico per la sicurezza “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute”, come individuato dall’art. 224, co. 2.

rischio chimico per la sicurezza parrucchieriD. Lgs. 81/08 – Art. 223, Art. 224

 

Richiedi un preventivo gratuito o ulteriori informazioni agli esperti in agenti chimici e sostanze pericolose di Laborad.

VALUTAZIONE ATTRAVERSO L’USO DEI VALORI LIMITE OCCUPAZIONALI

Al fine di poterle utilizzare nella valutazione dei rischi, le misure effettuate da Laborad sono eseguite, come da normativa, nel rispetto delle norme UNI EN riportate nel D.Lgs 81/2008. In particolare la norma UNI EN 689/97 indica una procedura formale per valutare l’esposizione degli addetti ad agenti chimici per inalazione (Appendice C).

Viene infatti stabilito, tra l’altro, che l’esposizione dei lavoratori può essere considerata al di sotto del limite in uno dei seguenti casi:

  • A seguito di un’unica misurazione (un turno lavorativo) il valore di esposizione alle sostanze pericolose considerate risulta al di sotto del 10% del valore limite.
  • A seguito di misurazioni effettuate in tre diversi turni lavorativi sulla stessa postazione di lavoro, il valore di esposizione risulta al di sotto del 25% del valore limite.

Si può in questo modo stabilire, ai sensi della UNI EN 689/97, se l’esposizione è inferiore al valore limite, ma ciò non dà indicazioni tali da poter stabilire una condizione di “rischio irrilevante”. Al contrario, Laborad può ragionevolmente considerare le situazioni di superamento del valore limite come a “rischio non irrilevante”.