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Misura del gas Radon e della radioattività negli edifici

gas radon radioattività misuraLa Terra emette costantemente radiazioni naturali. Queste vanno ad accumularsi sia nei prodotti di cui ci nutriamo sia nel terreno e nelle rocce, spesso usate come materiali da  costruzione (tufo, granito, pozzolana…). L’accumulo di gas radioattivi come il Radon negli ambienti domestici provoca inquinamento dell’aria e, se il livello di Radon supera i limiti di legge, effetti nocivi sulla salute come l’aumento del rischio di tumore al polmone.
 

IL RADON

Il gas Radon è prodotto naturalmente nel sottosuolo a partire dall’Uranio 238. Ciò avviene particolarmente in terreni di natura vulcanica, molto frequenti in Italia.

Questo gas è in grado di infiltrarsi nelle fessure del terreno o dissolversi in acqua e in questo modo risale verso la superficie della Terra. Essendo più pesante dell’aria, tende ad accumularsi nei piani più bassi degli edifici o nei seminterrati, dove entra attraverso crepe o fessure nei muri o nei pavimenti oppure tramite la rete idrica. Gli altri prodotti del decadimento dell’Uranio 238 sono solidi, mentre il Radon è un gas e questo gli consente una tale libertà di diffusione. Il Radon accumulato negli edifici può essere respirato dalle persone che li occupano; è stato ormai accertato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che il Radon è cancerogeno e provoca un drastico aumento del rischio di tumore al polmone, di cui è la seconda causa in Italia dopo il fumo di sigaretta.

Il Radon è un gas incolore, inodore e non può essere rilevato se non attraverso degli strumenti specifici. Ci sono comunque degli indicatori che possono far supporre un problema di presenza del Radon in un edificio e invitano ad effettuare ulteriori approfondimenti a salvaguardia della salute:
  • Edifici situati in zone geomorfologicamente predisposte o su terreni vulcanici, ricchi in tufo.
  • Edifici costruiti con tufo, pietre laviche, pozzolana.
  • Seminterrati, interrati, piani bassi degli edifici privi di opportuni ricambi d’aria.
  • Assenza di un vespaio aerato nelle fondamenta.
Quando si verificano una o più situazioni tra quelle elencate, si può configurare il rischio della presenza di gas Radon a rendere radioattiva l’aria. In molti casi (ad esempio in edifici fabbricati da tempo di cui non si conoscono le caratteristiche di costruzione) non è possibile per il cittadino fare una stima della situazione, ed è pertanto consigliabile rivolgersi a un tecnico esperto Laborad.
Laborad fornisce, oltre alle misure di gas Radon con tecnologia all’avanguardia, consulenze sul rischio Radon degli edifici, rilasciando certificati di idoneità o, quando necessario, suggerendo interventi di bonifica per le situazioni a rischio.

I dati sono garantiti dal rispetto dei controlli di qualità e dalla partecipazione di Laborad a circuiti di interconfronto internazionali che assicurano la massima attendibilità delle informazioni fornite.

 

Certificato BfS interconfronto Radon

RISCHI PER LA SALUTE

Il gas Radon è responsabile del 10%-30% dei carcinomi polmonari diagnosticati in Italia. Il gas accumulato negli edifici, prevalentemente (ma non solo) ai piani bassi e interrati, viene respirato insieme all’aria e il suo decadimento radioattivo all’interno dell’organismo rilascia particelle alfa che danneggiano gravemente il DNA delle cellule. Inoltre anche la progenie radioattiva del Radon, costituita da elementi solidi pesanti, ha effetti sulla salute e danneggia ulteriormente i polmoni.

NORMATIVA VIGENTE

La normativa attualmente in vigore ha alla base il trattato Euratom; la Raccomandazione della Commissione Europea 8 giugno 2000 n. 2000/473/Euratom prevede che i Paesi membri dell’Unione Europea applichino l’articolo 36 del trattato, determinando l’esposizione della popolazione alla radioattività tramite il controllo del grado di radioattività ambientale (G.U.C.E. serie L, 27 luglio 2000 n. 191).

In Italia è inoltre in vigore il Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 230 (G.U. 13 giugno 1995 n. 136, suppl. ordinario n. 74), per l’attuazione delle direttive Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 riguardo le radiazioni ionizzanti.

I valori limite sono fissati a livello nazionale solo per i luoghi di lavoro (Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 241), mentre per gli edifici residenziali si può fare riferimento ai valori raccomandati dall’Unione Europea o dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La Regione Puglia ha emanato una Legge Regionale (la Legge Regionale n. 30 del 2016) specifica sul tema Radon, data la sua rilevanza per la salute della popolazione; è stato quindi stabilito l’obbligo nella Regione Puglia di effettuare misurazioni annuali del Radon in tutti i luoghi aperti al pubblico.

MISURA DEL RADON

gas radon radioattivit misura vespaioPer misurare il gas Radon e valutare l’inquinamento radioattivo di un ambiente è possibile utilizzare diversi strumenti basati su differenti tecnologie; esistono misuratori tramite ionizzazione (di gas, liquidi o cristalli), eccitamento di molecole luminescenti o impressione di emulsioni fotografiche. Tramite questi misuratori è possibile rilevare la quantità di radiazioni accumulate da un individuo o presenti in un ambiente. In molti casi è anche possibile identificare con precisione la sorgente della radioattività.

Una misura di radon può richiedere da pochi giorni a diversi mesi, in base al tipo di rilevatore utilizzato. Le misure di Radon sono semplici, non richiedono procedure complesse o una formazione specifica; una volta ottenuto il misuratore da un laboratorio quaificato, è sufficiente porlo nel locale da analizzare e restituirlo, dopo un tempo prestabilito, al laboratorio stesso, che in pochi giorni invierà il risultato. Sulla base dei dati ottenuti, sarà possibile escludere superamenti dei limiti di legge oppure progettare interventi di bonifica per rendere l’aria più salubre e ridurre i pericoli per la salute.

Il risultato di una misura di gas Radon viene generalmente espresso in Bq/m3 (becquerel su metro cubo) . Tale unità di misura corrisponde alla disintegrazione di un atomo di Radon in un metro cubo d’aria per un secondo; questo fenomeno produce un atomo di un elemento figlio (a sua volta radioattivo), che nel caso del Radon 222 è il Polonio 218, e di una particella alfa. Misurazioni effettuate in paesi anglosassoni possono essere espresse in pCi/L (picocurie su litro).

 GLI STRUMENTI DI MISURA DEL RADON

Per misurare il gas Radon presente in un edificio Laborad impiega dei dosimetri (di diversi tipi in base alla situazione) la cui misura può variare da poche ore di esposizione a un anno. Le misure molto brevi sono generalmente da sconsigliare, in quanto poco informative per via della grande fluttuazione delle emissioni di gas Radon dal sottosuolo in funzione della stagionalità o dei fenomeni atmosferici, se non in casi specifici (es. valutazione di acquisto di un immobile). Meglio effettuare misure più lunghe, di almeno un mese, con dosimetri passivi in grado di valutare con maggior precisione la presenza e il livello di Radon.
Laborad sconsiglia le misure “artigianali” con contatori Geiger, che misurano le radiazioni beta e gamma ma ignorano le alfa, proprio quelle prodotte dal Radon.
Qualora una misura professionale abbia accertato che nell’edificio è presente una contaminazione da gas Radon, è necessario effettuare ulteriori approfondimenti per identificare la sorgente del gas (sottosuolo o materiali da costruzione) e pianificare un intervento di bonifica.

Mediamente in Italia gli edifici presentano una concentrazione di gas Radon di 77 Bq/m3. I valori guida di riferimento, italiani e internazionali, sono i seguenti:

  • 148 Bq/m3valore soglia consigliato da EPA (Ente per la Protezione dell’Ambiente statunitense) al di sopra del quale effettuare interventi di bonifica ambientale;
  • 200 Bq/m3valore soglia della Comunità Europea per gli edifici di nuova costruzione;
  • 400 Bq/m3valore soglia della Comunità Europea per gli edifici preesistenti;
  • 500 Bq/ m3valore soglia nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 241/2000).

Al di sopra dei valori indicati è necessario programmare un intervento di bonifica dell’edificio .

PREZZI
• Kit di auto-misurazione con pellicola Kodak LR115 (errore tipico ± 20 %, tempo di esposizione minimo 2 mesi):  € 38,00 + IVA*
• Kit di auto-misurazione con camera di ionizzazione ad elettrete fast (precisione tipica ± 5-6 %, tempo di esposizione minimo 1 mese): € 90,00 + IVA*
• Kit di auto-misurazione con camera di ionizzazione ad elettrete ultra-fast (precisione tipica ± 5-6 %, tempo di esposizione minimo 48 ore): € 180,00 + IVA*
• Rilevatore di radon Ramon 2.2 (precisione tipica ± 20 %, tempo di esposizione minimo 48 ore): € 260,00 + IVA*

* Supplemento spedizione e imballaggio: corriere € 12,00, assicurazione € 6,00 (IVA esclusa)
Costi di spedizione per la restituzione al laboratorio di analisi a carico del cliente.
Analisi di laboratorio e certificato di analisi inclusi nel costo del kit.

Per ordinare e ricevere direttamente a casa i kit per la misura del Radon compila il form nella sezione Contatta l’esperto Laborad.