Lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati

Il DPR 177/2011 stabilisce che qualsiasi attività lavorativa all’interno di spazi sospetti di inquinamento o confinati (ad esempio serbatoi, silos, cisterne, intercapedini) possa essere svolta unicamente da personale da imprese o lavoratori autonomi qualificati. In particolare è necessario che gli operatori abbiano svolto un opportuno addestramento sulle procedure di lavoro e per l’uso di DPI, strumenti, attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi specifici legati a questo tipo di attività (secondo quanto previsto dagli artt. 66, 121 e all. IV p.3 del D.Lgs 81/08).

 

Laborad dispone di tecnici addestrati per le lavorazioni in spazi confinati e di tutto il materiale necessario per svolgere l’attività in sicurezza.

 

Per favorire le aziende che vogliano qualificare i loro dipendenti attraverso corsi specifici, effettuiamo anche il noleggio della strumentazione di sicurezza a partire da 300€+IVA a settimana (escluse spese di spedizione).

Il kit comprende: tripode (treppiede) di sicurezza in alluminio regolabile in altezza, verricello, arrotolatore anticaduta retrattile 20 mt.

Contattaci per un preventivo gratuito nella sezione contatta l’esperto.

formazione sicurezza lavoro

Formazione in materia di Sicurezza sul Lavoro

formazione sicurezza lavoroFormare e informare, per un ambiente di lavoro più sicuro

La formazione di tutte le figure aziendali, dal Datore di Lavoro ai lavoratori, è una componente essenziale della gestione della sicurezza sul lavoro.

I corsi per la sicurezza, infatti, oltre a essere obbligatori ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008, sono fondamentali per far comprendere a tutti, a partire dai neoassunti e chi ha subito un recente cambio di mansione, i concetti generali di pericolo nei luoghi di lavoro, i rischi specifici presenti in azienda, le misure di prevenzione e protezione messe in atto dal Datore dl Lavoro e dal Servizio di Prevenzione e Protezione al fine di controllare i rischi e modalità e strumenti per gestire eventuali emergenze.

Chi deve essere formato?

La formazione in materia di Sicurezza sul Lavoro riguarda tutti i soggetti presenti in azienda. La formazione per la sicurezza del Datore di Lavoro, che è diversa qualora il Datore di Lavoro svolga anche compiti di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), è il primo e irrinunciabile passaggio. Devono inoltre essere formati tutti i lavoratori presenti in azienda, indipendentemente dal tipo di contratto (dipendenti a tempo indeterminato o determinato, contratti di somministrazione, stage, apprendistato…); la formazione dei lavoratori prevede una formazione relativa alla sicurezza generale e, qualora l’azienda li presenti, un modulo relativo ai rischi specifici.

Anche l’RSPP deve seguire corsi di formazione specifici, differenziati in base alla tipologia di azienda in cui svolge la sua funzione. È poi necessario formare relativamente alle aree di intervento, gli addetti alle emergenze e primo soccorso, gli RLS e tutti i lavoratori che, nello svolgimento delle loro attività, vengono esposti a particolari rischi (rischio chimico, rischio biologico, lavoro in ambienti confinati, ecc ecc). La formazione è, inoltre, differenziata per categorie di rischio (rischio basso, medio o alto).

La formazione è davvero necessaria?

L’obbligo della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è sancito dal D.Lgs. 81/08. Il mancato rispetto dell’obbligo comporta sanzioni molto gravi.

Le modalità della formazione vengono dettagliate nel Decreto medesimo e negli Accordi Stato-Regioni.

Per un Datore di Lavoro può essere spesso difficile seguire gli obblighi di formazione all’interno dell’azienda, specie in aziende dalla struttura complessa. È quindi opportuno rivolgersi a professionisti specializzati che possano supportare il Datore di Lavoro nella selezione dei corsi da effettuare e i relativi aggiornamenti periodici.

Perché rivolgersi a Laborad?

Laborad si occupa da anni di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro in molte aziende; la grande esperienza, unita alla conoscenza diretta dei rischi tipici delle realtà in cui i tecnici Laborad effettuano sopralluoghi e valutazioni dei rischi, fa sì che i corsi di formazione seguiti da Laborad siano sempre su misura per il cliente e per i suoi lavoratori.

I corsi di formazione per la sicurezza dei lavoratori, realizzati secondo il vigente Accordo Stato-Regioni da formatori qualificati con esperienza pluriennale, possono essere effettuati presso la sede del cliente, anche in lingua inglese.

 

Richiedi un preventivo gratuito della formazione necessaria nella tua azienda, contattando gli esperti Laborad.

Analisi di pesticidi negli alimenti e in agricoltura

Un nuovo metodo per rilevare i residui di pesticidi nei cibi

rapido, efficace e a basso costo


Hai acquistato frutta e verdura per il tuo negozio o ristorante e vuoi sapere se ci sono residui di pesticidi?

Sei un agricoltore e vuoi mostrare a tutti, con i fatti, che coltivi in modo naturale?

Allora Laborad ha la soluzione giusta per te!

 

Quante volte, volendo dimostrare la naturalezza dei prodotti da te coltivati ti sei scontrato con il costo delle varie certificazioni “Bio”?

E quante volte un piccolo agricoltore, privo di certificazioni, ci ha detto “Fidati, non preoccuparti, ho curato personalmente tutte le mie piante senza mai far uso di sostanze chimiche!”?

Un problema irrisolvibile?

Nel dubbio, sicuramente ora o in passato, avrai sentito la necessità di effettuare delle analisi per verificare la presenza di residui di pesticidi nei prodotti venduti o acquistati, una necessità che probabilmente avrai però accantonato per gli alti costi da sostenere per gli esami in rapporto al valore modesto del prodotto.

Da oggi, non è più così!

Nel laboratorio interno Laborad abbiamo finalmente a disposizione un metodo innovativo per rilevare, con una sola analisi, la presenza di residui di oltre il 70% dei fitofarmaci attualmente utilizzati in agricoltura, con costi ridottissimi (meno di 20 euro a campione!) e con tempi di analisi molto brevi (qualche ora!).

Perché misurare?

Sei un venditore o un ristoratore? Con le nostre analisi potrai finalmente dimostrare con i fatti, non solo con le parole, a tutti i tuoi clienti la qualità del prodotto che vendi!

Sei un piccolo produttore agricolo? Spesso un piccolo coltivatore, nonostante la cura e l’attenzione profusa alla coltivazione dei prodotti, non riesce ad ottenere il giusto compenso per i propri sforzi perché non riesce a sostenere gli elevati costi di una certificazione “Bio”. Da oggi, però, tutti possono dimostrare, con un investimento minimo, la sicurezza dei propri prodotti.

 

Sei semplicemente curioso? Allora che aspetti, togliti la curiosità di vedere l’invisibile!

Cosa posso misurare?

Le misure dei pesticidi possono essere eseguite su campioni di frutta, verdura, cereali, semilavorati, cibi cucinati e tanti altri alimenti diversi e persino su acqua potabile o un terreno agricolo, anche se contaminati da residui di pesticidi in concentrazioni bassissime.

Cosa serve?

Basta un campione di qualche grammo, ad esempio di verdura, e un investimento di poche decine di euro per poter verificare la bontà del tuo prodotto e la sicurezza di quello che compri o vendi!

Richiedi maggiori informazioni o un preventivo gratuito contattando i nostri esperti Laborad o mandandoci un messaggio via WhatsApp.

 

E scoprirai quanti vantaggi potrai ottenere al costo… di una pizza! (a proposito, se vuoi possiamo analizzare anche quella!)

fibre artificiali vetrose

Analisi delle Fibre Artificiali Vetrose

fibre artificiali vetroseLe Fibre Artificiali Vetrose (o FAV) sono un ampio gruppo di materiali utilizzati principalmente in edilizia a scopo di isolamento termico e acustico.

Il loro impiego in Italia è cresciuto particolarmente a seguito della normativa che ha messo al bando l’amianto, con il quale condivide molti impieghi: pannelli isolanti, rivestimento di tubature e condotte, impieghi in campo industriale.

Fanno parte di questo gruppo materiali come lana di roccia, lana di scoria, fibre di vetro e fibre ceramiche refrattarie. Si tratta di materiali estremamente eterogenei, con caratteristiche chimiche e fisiche molto variegate, che di conseguenza differiscono anche per l’effetto sulla salute. In Italia sono in vigore normative e linee guida relative alle fibre artificiali vetrose. Per capire se un luogo di lavoro è a rischio per l’esposizione professionale a fibre artificiali vetrose, il laboratorio interno Laborad effettua analisi rapide ed economiche.

Chiedi maggiori informazioni o un preventivo gratuito agli esperti Laborad.

 

Quali sono i pericoli per la salute?

Le fibre artificiali vetrose (FAV) possono entrare nell’organismo attraverso la respirazione e, una volta insinuate all’interno dei tessuti polmonari, possono dare luogo a una serie di reazioni con effetti sull’organismo che vanno dall’irritazione all’infiammazione persistente o, per alcune tipologie di fibre distinguibili tramite analisi, anche all’insorgenza di neoplasie.

 

Quali sono gli obblighi di legge?

I Datori di Lavoro hanno l’obbligo di effettuare una Valutazione del Rischio con cadenza triennale, se sul luogo di lavoro vengono utilizzati cancerogeni di classe 1 o 2 (D.Lgs 81/08), categorie alle quali potrebbero appartenere le fibre artificiali vetrose, in base alle caratteristiche del materiale. Può essere inoltre necessario istituire una Sorveglianza Sanitaria e tenere un Registro degli esposti (da consegnare all’INAIL e all’Organo di vigilanza competente per territorio ogni tre anni, ad ogni richiesta e a fine attività aziendale).

La classificazione europea stabilita tramite apposite normative fissa dei parametri per stabilire il livello di pericolosità dei materiali contenenti fibre artificiali vetrose a cui si è esposti nello svolgimento dell’attività lavorativa, riassumibili in questa tabella realizzata da Laborad:

 

Quali rischi si corrono?

Una corretta analisi e valutazione dell’esposizione professionale alle fibre artificiali vetrose mette al riparo da rischi elevatissimi per la salute dei lavoratori e per l’azienda. Le sanzioni per l’inadempienza agli obblighi di legge sono fissate dal Decreto 81/2008 e prevedono:

 

Mancata valutazione dei rischi: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro

Mancate misure tecniche di prevenzione e protezione: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro – arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro

Mancata informazione/formazione ai lavoratori: arresto fino a sei mesi o ammenda da 2.192,00 a 4.384,00 euro

Mancanza interventi d’emergenza: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro

Mancata comunicazione dell’emergenza all’organo di vigilanza: arresto fino a sei mesi o ammenda da 2.192,00 a 4.384,00 euro

Mancata prevenzione e protezione per interventi straordinari: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro

 

Come smaltire i rifiuti?
Anche per lo smaltimento dei rifiuti contenenti Fibre Artificiali Vetrose, ai sensi delle linee guida e normative specifiche, è necessario effettuare analisi che permettano di stabilire l’esatta tipologia di fibra presente e quindi la sua pericolosità. La procedura di valutazione per lo smaltimento fibre, nel rispetto del Decreto 152/2006 precede una serie di passaggi riassunti da Laborad:

smaltimento fibre ceramiche

 

Per maggiori informazioni e per richiedere un preventivo gratuito per l’analisi di campioni contenenti Fibre Artificiali Vetrose, contattate gli esperti Laborad.

thermoscreen controllo febbre epidemie

ThermoScreen: Controllo della febbre contro le epidemie

thermoscreen controllo febbre epidemieThermoScreen di OptoTherm costituisce il sistema più accurato e preciso per il controllo di massa di temperature corporee elevate, che potrebbero indicare febbre. Identificando potenziali infetti, ThermoScreen può aiutare a prevenire la diffusione di patologie contagiose come l’influenza, la H1N1, l’influenza aviaria, SARS o Ebola.

 

Questo strumento ha applicazioni in:

  • Ospedali, per rilevare rapidamente pazienti e visitatori con febbre
  • Aeroporti, controlli per impedire ai passeggeri di diffondere patologie contagiose
  • Uffici, per proteggere la salute di clienti e dipendenti
  • Scuole, per aiutare a fornire a insegnanti e studenti un ambiente sano e sicuro.

 

GUARDA IL VIDEO

 

ThermoScreen è stato progettato inizialmente per rispondere alla necessità di rilevare individui potenzialmente infetti all’interno di una folla durante l’epidemia di SARS del 2003. ThermoScreen permette di effettuare un controllo senza entrare in contatto con i soggetti e senza intralciare i normali flussi, grazie alla capacità di esaminare fino a 1000 persone l’ora.

 

Come funziona?

thermoscreen controllo febbre epidemie softwareThermoScreen è un sistema completamente passivo che non emette radiazioni dannose. Una termocamera di precisione misura la temperatura cutanea rilevando e quantificando l’energia infrarossa che viene costantemente emessa dal viso. Quando un soggetto si posiziona di fronte alla stazione di misura, eventuali temperature al di sopra di una soglia prefissata vengono rilevate e mostrate in colori vividi sullo schermo del computer. Viene attivato un allarme acustico che avvisa il personale che si è verificato un superamento della soglia. ThermoScreen, montato su un carrello portatile per computer, può essere spostato rapidamente per effettuare un controllo su altri gruppi di persone o per seguire variazioni nel flusso del traffico.

 

GUARDA IL VIDEO

 

Laborad è il fornitore esclusivo di Optotherm per l’Italia. Contattaci per un preventivo gratuito.

servizi aziende salute sicurezza luoghi lavoro

Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro (servizi per aziende)

 Ogni luogo di lavoro deve rispondere a sfide diverse in base all’attività svolta e una di queste è il rispetto delle normative su igiene ambientale e salute e sicurezza dei lavoratori. Non è facile orientarsi nel labirinto della legislazione sul tema o mantenersi al passo con gli aggiornamenti e le modifiche degli obblighi di legge e dei vincoli ambientali.

Per aiutare le aziende, Laborad mette a disposizione un team di specialisti in tutti gli aspetti della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Medici, tecnici specializzati, avvocati, sempre pronti per intervenire per assistere datori di lavoro, RSPP o professionisti e fornire supporto sul rispetto degli obblighi di legge, per la stesura della documentazione necessaria per lo svolgimento dell’attività, o la risoluzione di vertenze sindacali.

Gli esperti Laborad sono formati per assistere in ogni aspetto del D.Lgs 81/08 e s.m.i., fornendo consulenza su tutti i fattori di rischio, inclusi:

  • Rischio chimico
  • Rischio biologico (es. batteri, muffe, lieviti, acari, Legionella, …)
  • Rischio da movimentazione manuale dei carichi
  • Rischio vibrazioni (con vibrometrie)
  • Rischio rumore (con fonometro di Classe 1 da personale regolarmente iscritto agli albi regionali)
  • Rischio da campi elettromagnetici
  • Rischio da radiazioni ottiche artificiali
  • Stress lavoro-correlato
  • Verifica delle condizioni di aerazione, di illuminazione e microclima
  • Identificazione e valutazione di agenti cancerogeni (incluso l’amianto)
  • Verifica impianti ( gas, elettrico, antincendio)
  • Valutazione ambienti a rischio esplosione e direttiva ATEX
  • Stesura e/o aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e pianificazione interventi in materia di sicurezza
  • Valutazione livelli di rischio degli operatori
  • Mantenimento standard di sicurezza aziendale
  • Assistenza alla compilazione della documentazione relativa alla sicurezza (DUVRI, POS, PSC, ecc.)

Il team di esperti Laborad, costituito da personale specializzato nell’individuazione e risoluzione dei problemi di salute e sicurezza presenti nei luoghi di lavoro, ha a disposizione apparecchiature costantemente verificate e certificate per effettuare campionamenti e misure di verifica.

Qualora RSPP o consulenti aziendali vogliano effettuare personalmente le misure, possono usufruire della strumentazione certificata Laborad tramite un comodo servizio di noleggio.

 Per maggiori informazioni e conoscere i prezzi dei servizi, contattateci tramite la sezione contatta l’esperto Laborad.

emissioni in atmosfera

Emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera

 emissioni in atmosferaIl D. Lgs. n. 152 del 03/04/2006 Parte V (Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività), si applica agli impianti, inclusi gli impianti termici civili ed alle attività che producono emissioni in atmosfera, in conseguenza degli effetti di alcune sostanze sulla qualità dell’aria.

 

Laborad vi ricorda che le Ditte hanno l’obbligo di:
– presentare domanda di autorizzazione per nuovi impianti e per modifiche di impianti esistenti ai sensi dell’art. 269 e dell’art. 275 con procedura ordinaria
– comunicare le modifiche non sostanziali ai sensi dell’art. 269 comma 8
– comunicare i cambiamenti di ragione sociale

Laborad vi ricorda che le Ditte hanno facoltà di:
– comunicare la presenza di impianti/attività ad inquinamento atmosferico scarsamente rilevante ai sensi dell’art. 272 comma 1
– aderire alle autorizzazioni a carattere generale rilasciate dalla Provincia per particolari categorie di impianti/attività ai sensi dell’art. 272 comma 2

 

Le autorizzazioni hanno validità 15 anni.
La domanda di rinnovo per gli impianti autorizzati con procedura ordinaria deve essere presentata almeno un anno prima della scadenza.

 

Laborad mette a disposizione delle aziende i propri tecnici per lo svolgimento della pratica di autorizzazione o rinnovo presso la Provincia. Chi produce gas inquinanti rischia pesanti sanzioni, qualora non abbia le opportune autorizzazioni.

Per ulteriori informazioni sull’inquinamento atmosferico prodotto dalla tua azienda o per un preventivo gratuito, contatta l’esperto Laborad.

progettazione impianti

Progettazione impianti

 progettazione impiantiL’applicazione delle normative che disciplinano la sicurezza del lavoro, la tutela dell’ambiente e la prevenzione dei rischi, nonché l’adeguamento alle stesse norme delle strutture produttive, richiede specifiche competenze nell’analisi e nella progettazione di tutti gli impianti, che siano impianti di bonifica ambientale da inquinanti come il radon, impianti elettrici, impianti termici, impianti fotovoltaici o antincendio o impianti industriali o chimici.
Dalla professionalità e dall’accuratezza del progetto dipenderanno in seguito sia i costi delle opere di bonifica, e sia gli standard di qualità del lavoro ultimato e, di conseguenza, il risultato produttivo dell’azienda.

Laborad mette a disposizione delle aziende che necessitano di interventi di bonifica ambientale un team di esperti in progettazione impianti specializzati in tecniche di gestione e di riduzione dei rischi correlati alle attività produttive, garantendo così continuità nel tempo e qualità dei servizi.
I professionisti Laborad sono specializzati negli ambiti di sicurezza del lavoro, tutela ambientale, prevenzione dei rischi chimico-fisico-biologici e nella bonifica degli ambienti di vita e di lavoro.
Gli esperti Laborad sono inoltre a disposizione per la realizzazione di corsi di aggiornamento e di informazione sui principali temi della sicurezza aziendale. Contatta Laborad per maggiori informazioni o per un preventivo gratuito per impianti di bonifica ambientale.

radiazioni ottiche artificiali

Misure di Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)

 radiazioni ottiche artificialiL’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali (ROA) è uno dei rischi da valutare nell’ambito degli adempimenti richiesti dal Decreto Legislativo 81 del 2008, come indicato nel Titolo VIII, Capo V. Il decreto recepisce la normativa sulle “Prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche artificiali)” 2006/25/CE.

 

Le ROA sono radiazioni prodotte da sorgenti luminose artificiali che coprono l’intero spettro, da lunghezze d’onda di 100 nm (radiazioni ultraviolette UV-C) a 1 mm (l’infrarosso IR-C), includendo l’intervallo della luce visibile. Le ROA si dividono ulteriormente in radiazioni ottiche artificiali incoerenti e radiazioni ottiche artificiali coerenti (i LASER). Le radiazioni ottiche artificiali possono provenire da saldatrici e strumenti per lavori di saldatura, strumenti Laser, lampade, LED, sorgenti di luce blu. Molte sorgenti di radiazioni ottiche artificiali possono essere considerate giustificabili e pertanto non richiedono accorgimenti particolari nell’uso, ma è sempre necessario valutare ogni sorgente di ROA per garantire la protezione da rischi professionali dovuti all’esposizione a queste radiazioni.

Le radiazioni ottiche artificiali sono dannose per l’uomo perché un’esposizione eccessiva danneggia, a vari livelli di gravità in base al tipo e entità delle radiazioni ottiche artificiali e alla sensibilità individuale, l’occhio (cristallino, cornea, retina) e la cute, provocando ustioni, cataratta, fotosensibilizzazione o altre manifestazioni patologiche. È quindi necessario valutare i livelli di ROA emesse, la tipologia delle radiazioni e i tempi e modalità di esposizione. Il processo di valutazione parte dall’analisi delle caratteristiche della sorgente, che può essere giustificabile qualora l’esposizione sia sicuramente al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa, e in casi specifici può richiedere la misurazione delle radiazioni ottiche artificiali da parte di un tecnico specializzato con apposita strumentazione.

 

Tutte le sorgenti luminose, non considerando il sole, emettono radiazioni ottiche artificiali. La maggior parte di esse è perfettamente sicura, in condizioni normali, ma possono provocare danni in casi particolari. Anche la luce blu, una radiazione normalmente presente nello spettro visibile, può comportare problemi agli occhi in condizioni di sovraesposizione, nonché disturbi neurologici come l’alterazione del ritmo sonno-veglia. Le sorgenti giustificabili, normalmente presenti in ambienti di lavoro, sono sicure e non comportano rischi per la normale esposizione; spesso, però, non è possibile conoscere a priori il livello di rischio comportato da una sorgente di radiazioni ottiche artificiali, pertanto è necessario effettuare una valutazione del rischio tramite analisi documentale o la misura delle ROA.

 

Altro discorso vale per le sorgenti di radiazioni ottiche artificiali presenti in particolari settori produttivi, come ad esempio i laser, che richiedono specifiche attenzioni in considerazione dei rischi a cui espongono. In base all’esperienza Laborad, i laser sono spesso usati in ambito clinico, come nel caso dei laser medicali e fisioterapici, pertanto è opportuno valutare l’esposizione professionale di coloro che usano queste sorgenti luminose di radiazioni ottiche artificiali (ROA) per prevenire malattie professionali e cause di servizio, nonché danni gravissimi ai pazienti.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI

La misurazione delle radiazioni ottiche artificiali non giustificabili, funzionali alla corretta valutazione del rischio, devono essere eseguite da un professionista, come i tecnici Laborad, tramite uno spettroradiometro o un radiometro a banda larga, al fine di verificare il rispetto dei valori limite indicati dalla normativa vigente (D.Lgs 81/08 Allegato XXXVII); ciò si applica sia alle radiazioni ottiche artificiali incoerenti che alle radiazioni ottiche artificiali coerenti (laser).

Per richiedere ulteriori informazioni o ricevere un preventivo gratuito personalizzato sulle vostre esigenze, consultate la sezione contatta l’esperto Laborad.

 

radiazioni ottiche artificiali saldatriceD. Lgs. 81/08 – Titolo VIII – Capo V

nuove linee guida legionellosi legionella spp laborad

Rischio Biologico (batteri, muffe, Legionella)

nuove linee guida legionellosi legionella spp laboradLegionella

Cos’è la Legionella?

Le Legionelle sono un gruppo di batteri Gram-negativi patogeni che include la specie Legionella pneumophila, responsabili di patologie dette legionellosi. Tra le patologie da Legionella si annoverano la malattia del Legionario, una grave polmonite che in taluni casi si rivela fatale, e la febbre di Pontiac, simile a un’influenza.

 Legionellosi: sintomi, diagnosi e trattamento

I sintomi più frequenti di un’infezione da Legionella sono febbre alta e persistente, tosse, cefalea e mialgia. La diagnosi di legionellosi viene effettuata, quando non è scambiata per una normale influenza e si risolve da sola, tramite ricerca del patogeno nell’espettorato o ricerca dell’antigene nelle urine. In base al tipo di legionellosi contratta, la terapia generalmente può essere di tipo sintomatico nel caso della febbre di Pontiac, o tramite antibiotici per la malattia del legionario. Il medico può optare per una terapia della legionellosi di tipo diverso, qualora il caso lo richieda; in pazienti immunodepressi, bambini, donne in gravidanza o soggetti con patologie concomitanti, infatti, la Legionella può provocare patologie più complesse

Legionella: dove si trova?

Questi microrganismi sono presenti in un gran numero di ambienti, prevalentemente acquatici (es. sorgenti, anche termali), e se ne distinguono oltre 50 specie e 70 sierogruppi. Attraverso le tubature le Legionelle possono spostarsi dall’ambiente d’origine agli impianti idrici, dove possono incontrare condizioni favorevoli alla proliferazione. Ciò avviene prevalentemente in presenza di acqua stagnante con incrostazioni, sedimenti o biofilm.

I luoghi in cui possono con maggiore frequenza verificarsi proliferazione e accumulo di Legionella sono l’interno delle tubazioni (in particolare nel caso di condotte danneggiate o contenenti depositi), serbatoi d’accumulo, torri di raffreddamento, terminali di distribuzione. Anche i sistemi idrici d’emergenza (docce di decontaminazione, sprinkler antincendio) possono essere sedi di contaminazione, così come tutto ciò che produce acqua nebulizzata, come impianti di condizionamento dell’aria o sistemi a spruzzo. Anche le fontane decorative che spruzzano acqua possono permettere la proliferazione della Legionella, in particolare quelle funzionanti ad intermittenza.

Legionella: misure di prevenzione

La prevenzione della contaminazione da Legionella deve essere effettuata primariamente dai responsabili degli impianti; gli utenti, tuttavia, possono fare piccole manovre di prevenzione, ad esempio lasciando scorrere per qualche minuto l’acqua dei rubinetti nei bagni della camera di albergo all’inizio del soggiorno, sia fredda che calda alla massima temperatura possibile. La prevenzione di Legionella in casa, invece, può essere fatta assicurandosi di tenere la temperatura dell’acqua calda oltre i 55°C (eventualmente con valvole di miscelazione in corrispondenza dei rubinetti, per la sicurezza dei bambini) e provvedendo periodicamente all’igienizzazione dei condizionatori, per evitare la proliferazione dei batteri all’interno delle condotte e dei filtri del condizionatore.

 

Limiti di legge per la Legionella

 

Le linee guida attualmente in vigore, stilate dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 7 maggio 2015, stabiliscono i livelli soglia per i provvedimenti da attuare in risposta alla contaminazione da Legionella. Questi limiti si applicano in particolare a strutture turistico-ricettive, stabilimenti termali e strutture sanitarie e per quanto riguarda la salubrità di vasche e piscine idromassaggio, impianti idrosanitari ed aeraulici e torri di raffreddamento.
Le linee guida stabiliscono inoltre le procedure seguite da Laborad e gli intervalli di tempo per il monitoraggio e la valutazione del rischio legato all’esposizione alle Legionelle. Il mancato rispetto di quanto prescritto espone a rischi per la salute e conseguenze spiacevoli per datori di lavoro e responsabili delle strutture interessate.

Per maggiori informazioni sulla normativa specifica per la vostra azienda e richiedere un preventivo gratuito, è possibile consultare la sezione “contatta l’esperto Laborad“.

NORMATIVA

 

Linee-guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi – Conferenza Stato-Regioni, seduta del 7 maggio 2015

LO SAPEVI CHE…

 

In base ai risultati complessivi della valutazione del rischio, andrà preparato, anche con l’ausilio di personale tecnico qualificato, un piano di controllo scritto per la manutenzione di ciascun impianto a rischio, che specifichi tutti gli interventi da mettere in atto per controllarlo, con particolare riferimento alle procedure di pulizia e disinfezione e loro relativa periodicità.

RISCHIO BIOLOGICO

batteri muffe rischio biologico

Il rischio biologico: Definizione

Il D. Lgs. 81/08, nell’allegato IV, stabilisce che, per la protezione dal rischio biologico (o biorischio), nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e, quando ciò non sia possibile, con impianti di aerazione. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori. Inoltre, se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia da sporco, batteri e muffe e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. In caso contrario gli impianti di aerazione possono divenire fonte di inquinamento per l’aria dei luoghi di lavoro.

Gli impianti di aerazione possono divenire fonte di inquinamento e comportare un aumento del rischio biologico:

  • quando vi si annidano agenti patogeni quali batteri, muffe o lieviti. In tal caso si rende necessaria un’indagine microbiologica per individuare la presenza di carica microbica in eccesso. Qualora questa venga rintracciata negli impianti o nell’aria dei locali serviti dagli impianti, questi ultimi vanno sottoposti a un’opera di bonifica;
  • quando riprendono l’aria da zone inquinate, per esempio da gas di scarico. In tal caso si rende necessaria un’analisi delle polveri aerodisperse nei locali serviti dagli impianti e/o dei gas tossici e/o delle sostanze chimiche responsabili dell’inquinamento esterno.

batteri legionellaPer valutare il rischio biologico negli ambienti di lavoro, al fine di valutare i livelli generali di contaminazione microbica e quindi di ottenere una stima del grado di salubrità ambientale nei luoghi di lavoro, Laborad effettua nel proprio laboratorio interno l’analisi quantitativa di:

 

1. carica batterica totale psicrofila, indicatore della contaminazione da parte di batteri ambientali;

2. carica batterica totale mesofila, indicatore della contaminazione di batteri di origine umana e animale;

3.  carica fungina totale (muffe e lieviti), un indicatore ambientale molto importante, in quanto è spesso correlato alla presenza di elevata umidità e polverosità, ridotta ventilazione e scarsa qualità dell’aria. Alcune muffe sono responsabili di patologie infettive sull’uomo, nonché di reazioni di ipersensibilità, forme allergiche o tossiche.

Aziende a rischio biologico

 

Come detto, qualsiasi azienda in cui sia presente un impianto di ventilazione o condizionamento è soggetta a rischio biologico da legionella e altri batteri patogeni. Vi sono tuttavia alcune tipologie di aziende particolarmente a rischio, poiché i lavoratori svolgono attività con uso deliberato di batteri, muffe, lieviti o altri microrganismi (laboratori di analisi, laboratori di ricerca, stabilimenti di trattamento rifiuti) o attività che comportano un aumento del rischio di entrare in contatto con agenti patogeni (aziende ospedaliere, industrie alimentari, operatori socio-sanitari OSS). Per tali categorie, la valutazione del rischio è di importanza cruciale per la tutela della salute dei lavoratori.

Per ulteriori esigenze e per valutare il rischio biologico derivante da altre cause, i biologi Laborad sono a disposizione per informazioni e per un preventivo gratuito.

Per richiedere un contatto gratuito vai alla sezione “contatta l’esperto Laborad“.

rischio biologico legionellaD. Lgs. 81/08 – Allegato IV