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Nuovi limiti per la radioattività nelle acque

Da marzo 2016 è legge anche in Italia il valore limite per la presenza di Radon nelle acque destinate al consumo umano (acque potabili, in bottiglia o usate nell’industria per la preparazione di alimenti).

Il Decreto Legislativo 15 febbraio 2016 n. 28, che recepisce la direttiva 2013/51/Euratom in materia, inserisce delle modifiche al Decreto 31/2001 relativamente ai valori di radioattività nelle acque.

Il decreto si applica alle acque destinate al consumo umano, fatta eccezione per le acque minerali naturali e le acque medicinali. Sono inoltre esentate le fonti che erogano ridotte quantità di acqua e che approvigionano un numero limitato di persone. Tuttavia, anche in questi casi è necessario che la popolazione sia informata di eventuali provvedimenti adottati per tutela dalla contaminazione e della possibilità di richiedere verifiche da parte delle autorità competenti.

 

I destinatari del presente decreto sono i gestori dei servizi idrici, definiti come coloro che forniscono a terzi acqua destinata al consumo umano mediante rete di distribuzione o chi fornisce a terzi acqua destinata al consumo umano attraverso cisterne o impianti idrici autonomi o anche chi confeziona acqua destinata al consumo umano in bottiglie o altri contenitori per la distribuzione a terzi. Sono comprese nella definizione anche le imprese alimentari che utilizzano acque derivanti da fonti proprie.

 

Tali gestori saranno sottoposti a due ordini di controlli. Controlli esterni, da parte delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti o da altri enti pubblici competenti a svoltere tali controlli, e controlli interni, effettuati a cura del gestore stesso in concerto con l’ente pubblico competente. È comunque necessario che i controlli interni ed esterni siano effettuati da laboratori diversi.

 

Secondo l’articolo 8, inoltre, a breve sarà emanato un decreto del Ministro della salute con specifiche indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico che garantiranno uniformità e coerenza di applicazione delle nuove norme nel territorio nazionale.

 

In base a quanto sancito dal decreto, i valori di parametro sono fissati a 100 Bq/L per il Radon e 100 Bq/L per il Trizio. La Dose Indicativa (DI), cioè la dose efficace impegnata per un anno di ingestione (valore da cui sono esclusi il Trizio, il Potassio 40, il Radon e i suoi prodotti a vita breve), ha il valore di parametro fissato a 0,10 mSv.

 

Il valore di parametro è, da decreto, quello con cui va confrontata la media annuale; in caso di superamento è necessario valutare se si configuri una situazione di rischio.

Qualora un controllo esterno accerti un superamento dei valori di parametro, si dovrà intervenire a tutela della popolazione in un tempo commisurato all’entità del superamento e comunque entro 6 mesi.

 

In aggiunta al valore di parametro, si stabilisce anche un livello di riferimento per il Radon a 1000 Bq/L, oltre il quale è necessario adottare provvedimenti correttivi e misure cautelative, senza necessità di ulteriori considerazioni.

 

Per l’esecuzione delle analisi è necessario rivolgersi a laboratori che adottino un sistema di qualità conforme a una norma tecnica approvata e pubblicata da un organismo internazionale.

 

I gestori di servizi idrici che dovessero risultare inadempienti per i controlli previsti, sono soggetti a severe sanzioni.