Valutazione del rischio: formaldeide cancerogena

Con l’inizio del 2016 è ufficialmente entrato in vigore quanto previsto per la formaldeide dai regolamenti europei per adempiere agli obblighi del Capo II del Titolo IX del D.Lgs 81/08: Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni che rende utile e in certi casi indispensabile una valutazione del rischio formaldeide negli ambienti di lavoro.

Valutazione rischio formaldeide cancerogenaLa diffusione estrema di questa sostanza in tutti i campi industriali, ma anche in laboratori di analisi e altri contesti lavorativi, ha fatto sì che ci siano stati diversi slittamenti degli obblighi per concedere alle aziende il tempo per mettersi in regola, ma dal primo gennaio scorso vigono le nuove regole.

Cambia quindi il panorama anche per chi prima si trovava in una condizione di rischio basso, perché in alcuni casi ci si potrebbe trovare ora in una condizione di rischio da esposizione per una sostanza cancerogena, con le conseguenze del caso.

Potrà quindi essere necessario eseguire una nuova valutazione del rischio, istituire un registro degli esposti, effettuare sorveglianza sanitaria, informare i lavoratori e fornire loro i DPI appropriati e segnalare eventuali casi di malattie professionali, secondo quanto previsto dal Decreto 81.

La formaldeide è riconosciuta come sostanza cancerogena per l’uomo dallo IARC già dal 2006, quando l’istituto l’ha classificata in Classe 1. Si tratta di un inquinante presente in una grande quantità di ambienti, incluso quello domestico, in particolare come sostanza emessa dagli arredi, soprattutto i mobili più nuovi. È quindi buona norma, per ridurre l’esposizione nell’ambiente lavorativo, esposizione tanto più massiccia in chi opera all’interno di magazzini o in reparti espositivi con esposizione a grandi quantità di materiali, che i datori di lavoro abbiano cura di acquistare arredi dotati di certificazioni di bassa emissione.

I livelli di emissione dei mobili sono già normati dal Decreto del Ministero del Lavoro del 10 ottobre 2008, che stabilisce l’obbligo di impiegare materiali lignei e mobili a bassa emissione di formaldeide (Classe E1). I pannelli grezzi in MDF o OSB devono avere un contenuto in formaldeide non superiore a 8 mg ogni 100 g di pannello essiccato in forno (metodo del perforatore), mentre tutti gli altri tipi devono garantire un’emissione inferiore a 3,5 mg/mq h (metodo della gas analisi).

Per quanto riguarda gli ambienti di lavoro, gli attuali valori limite di esposizione per la formaldeide sono:

  • ACGIH Ceiling: 0,37 mg/m3
  • OSHA TWA: 0,92 mg/m3
  • OSHA Stel: 2,5 mg/m3
  • NIOSH Ceiling: 0,12 mg/m3

Questi limiti, va sottolineato, non proteggono dal rischio cancerogeno ma solo dal rischio chimico, vale a dire che l’esposizione a valori inferiore a questi limiti non dà garanzie contro l’insorgenza di tumori.

Risulta quindi tanto più importante, adesso, effettuare una valutazione puntuale dell’esposizione a formaldeide nell’ambiente di lavoro, tramite una semplice analisi dell’aria effettuata da uno specialista del settore.

Per maggiori informazioni o per un preventivo gratuito, contattate gli esperti Laborad.