analisi amianto sostanze pericolose

Analisi di amianto, agenti chimici e sostanze pericolose

analisi amianto sostanze pericolose

L’amianto è un materiale friabile che è stato largamente usato in passato nel campo dell’edilizia e dell’industria come materiale coibentante, grazie alle sue proprietà di isolamento termico e acustico.

È ormai nota la pericolosità delle fibre di amianto per la salute, poiché questo materiale è responsabile di patologie quali placche pleuriche, mesotelioma, diverse forme di tumori e asbestosi. Tra il 1993 e il 2008 sono stati diagnosticati oltre 15.000 mesoteliomi maligni, e poiché gli effetti dannosi dell’amianto si manifestano sul lungo periodo, pertanto il picco di insorgenza di tumori è previsto tra il 2015 e il 2020.

Con la legge 257 del 27 marzo 1992 in Italia è stato fatto divieto di produrre e commercializzare prodotti contenenti amianto e fibre di amianto, ma ad oggi sono ancora molte le strutture in cui è presente e per questo il rischio di esposizione deve essere correttamente considerato e valutato. L’esposizione (e il conseguente aumento del rischio di contrarre tumori) è infatti un problema non solo per i lavoratori che svolgono attività direttamente correlate alla manipolazione di questi materiali (imprese edili, operatori di bonifica, ecc) ma per tutti coloro che operano in edifici contenenti amianto, in particolare in caso di dispersione di fibre di amianto nell’aria, da materiali contenenti amianto friabili o che hanno subito danni.

A tal fine è tanto più importante una valutazione professionale dell’ambiente di lavoro da parte di personale tecnico specializzato nell’analisi dello stato di conservazione degli edifici, per esaminare correttamente i rischi potenziali legati al rilascio in aria di fibre di amianto gravemente nocive per la salute.

Il laboratorio Laborad, in possesso dei requisiti per le attività di campionamento e analisi stabiliti dal Decreto Ministeriale 14 maggio 1996, è qualificato presso il Ministero della Salute per le analisi sull’amianto (codice 606LAZ50). I tecnici specializzati Laborad effettuano analisi quantitative della concentrazione di fibre aerodisperse (fibre di amianto e altre tipologie di fibre, come fibre artificiali vetrose) o qualitative per la presenza di amianto in campioni in massa, utilizzando la metodica MOCF, secondo le procedure descritte nel Decreto Ministeriale 6 settembre 1994.

Controllare i rischi da esposizione a fibre di amianto è più economico di quanto sembri. Non sempre, infatti, è necessario effettuare una bonifica per rimuovere il materiale contenente amianto; spesso, soprattutto se il materiale non è particolarmente friabile o non ha subito danni, possono essere sufficienti controlli periodici dello stato di conservazione. Richiedi maggiori informazioni sui materiali contenenti amianto o sospetti di contenere amianto che devi analizzare agli esperti di fibre di amianto di Laborad.

SOSTANZE PERICOLOSE

sostanze chimiche pericolose

Il Decreto Legislativo 81/08 stabilisce l’obbligo di valutare il rischio chimico per la sicurezza degli ambienti di lavoro. Tale valutazione deve essere eseguita prima dell’inizio delle attività che prevedano la presenza di sostanze chimiche pericolose. Tra le professioni a maggiore rischio rientrano addetti alla saldatura, tecnici di laboratorio, parrucchieri, addetti alle pulizie, personale impiegato nell’edilizia e molti altri.

Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) ai sensi dell’articolo 223 deve contenere una serie di informazioni:
1. analisi del processo lavorativo e classificazione delle mansioni;
2. identificazione degli agenti chimici pericolosi;
3. proprietà pericolose degli agenti chimici identificati;
4. le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52 e 16 luglio 1998, n. 285 e s.m.i.; oppure, in alternativa, le informazioni ricavate dalla letteratura scientifica;
5. il livello, il tipo e la durata dell’esposizione;
6. le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di agenti chimici, compresa la quantità degli stessi;
7. i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici;
8. gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
9. le eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese;
10. l’indicazione, per ciascuna delle sostanze pericolose (o miscele), della quantità e della modalità e frequenza di esposizione che consentono, anche attraverso l’utilizzo di modelli e/o algoritmi, di definire il livello di rischio chimico per la sicurezza “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute”, come individuato dall’art. 224, co. 2.

rischio chimico per la sicurezza parrucchieriD. Lgs. 81/08 – Art. 223, Art. 224

 

Richiedi un preventivo gratuito o ulteriori informazioni agli esperti in agenti chimici e sostanze pericolose di Laborad.

VALUTAZIONE ATTRAVERSO L’USO DEI VALORI LIMITE OCCUPAZIONALI

Al fine di poterle utilizzare nella valutazione dei rischi, le misure effettuate da Laborad sono eseguite, come da normativa, nel rispetto delle norme UNI EN riportate nel D.Lgs 81/2008. In particolare la norma UNI EN 689/97 indica una procedura formale per valutare l’esposizione degli addetti ad agenti chimici per inalazione (Appendice C).

Viene infatti stabilito, tra l’altro, che l’esposizione dei lavoratori può essere considerata al di sotto del limite in uno dei seguenti casi:

  • A seguito di un’unica misurazione (un turno lavorativo) il valore di esposizione alle sostanze pericolose considerate risulta al di sotto del 10% del valore limite.
  • A seguito di misurazioni effettuate in tre diversi turni lavorativi sulla stessa postazione di lavoro, il valore di esposizione risulta al di sotto del 25% del valore limite.

Si può in questo modo stabilire, ai sensi della UNI EN 689/97, se l’esposizione è inferiore al valore limite, ma ciò non dà indicazioni tali da poter stabilire una condizione di “rischio irrilevante”. Al contrario, Laborad può ragionevolmente considerare le situazioni di superamento del valore limite come a “rischio non irrilevante”.

misure vibrazioni

Misura delle vibrazioni negli ambienti di lavoro

misure vibrazioniL’obbligo per i datori di lavoro di valutare il rischio e di attuare le appropriate misure di prevenzione, protezione e sorveglianza sanitaria, stabilito in generale per tutti i fattori di rischio dal D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., vale anche per l’esposizione professionale a vibrazioni.

Nelle tabelle che seguono, Laborad fornisce un elenco non esaustivo di alcune macchine ed ultensili il cui impiego abituale può comportare un rischio apprezzabile di esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero dell’operatore. Negli ambienti di lavoro in cui sono usati questi macchinari, può essere necessario eseguire una misura delle vibrazioni per valutare il livello di rischio a cui sono esposti i lavoratori.

Tabella 1 – Esempi di sorgenti di rischio di esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio

Tipologia di utensile Principali lavorazioni
Scalpellatori, Scrostatori, Rivettatori Edilizia – lapidei, metalmeccanica
Martelli Perforatori Edilizia – lavorazioni lapidei
Martelli Demolitori e Picconatori Edilizia – estrazione lapidei
Trapani a percussione Metalmeccanica
Avvitatori ad impulso Metalmeccanica, Autocarrozzerie
Martelli sabbiatori Fonderie – Metalmeccanica
Cesoie e Roditrici per metalli Metalmeccanica
Levigatrici orbitali e roto-orbitali Metalmeccanica – Lapidei – Legno
Seghe circolari e seghetti alternativi Metalmeccanica – Lapidei – Legno
Smerigliatrici Angolari e Assiali Metalmeccanica – Lapidei – Legno
Smerigliatrici Diritte per lavori leggeri Metalmeccanica – Lapidei – Legno
Motoseghe Lavorazioni agricolo-forestali
Decespugliatori Lavorazioni agricolo-forestali
Tagliaerba Manutenzione aree verdi
Motocoltivatori Lavorazioni agricolo-forestali
Chiodatrici Palletts, legno
Compattatori vibro-cemento Produzione vibrati in cemento
Iniettori elettrici e pneumatici Produzione vibrati in cemento
Limatrici rotative ad asse flessibile Metalmeccanica, Lavorazioni artistiche
Manubri di motociclette Trasporti etc.
Cubettatrici Lavorazioni lapidei (porfido)
Ribattitrici Calzaturifici
Trapani da dentista Odontoiatria

Tabella 2 – Esempi di sorgenti di rischio di esposizione a vibrazioni del corpo intero

Tipologia di utensile Principali lavorazioni
Ruspe, pale meccaniche, escavatori Edilizia, lapidei, agricoltura
Perforatori Lapidei, cantieristica
Trattori, Mietitrebbiatrici Agricoltura
Carrelli elevatori Cantieristica, movimentazione industriale
Trattori a ralla Cantieristica, movimentazione industriale
Camion, autobus Trasporti, servizi spedizioni etc.
Motoscafi, gommoni, imbarcazioni Trasporti, marittimo
Trasporti su rotaia Trasporti, movimentazione industriale
Elicotteri Protezione civile, Pubblica sicurezza, etc.
Motociclette, ciclomotori Pubblica sicurezza, servizi postali, etc.
Autogru, gru Cantieristica, movimentazione industriale
Piattaforme vibranti Vibrati in cemento, varie industriali
Autoambulanze Sanità

La valutazione del rischio può essere effettuata da Laborad attraverso vibrometrie per la verifica dei valori di esposizione.

Per ulteriori informazioni e per ricevere un preventivo gratuito, contatta l’esperto Laborad.

acustica in edilizia

Requisiti Acustici in Edilizia: misura del rumore

acustica in ediliziaLa legislazione italiana stabilisce nel DPCM 05.12.1997:

  • i valori minimi da garantire per l’indice del potere fonoisolante R’w di facciate, divisori orizzontali e verticali (solai interpiano e muri divisori);
  • i valori massimi da non superare per l’indice del livello di pressione sonora di calpestio L’n,w, e del livello del rumore prodotto da impianti tecnologici quali scarichi e impianti di condizionamento, rispettivamente LASmax e LAeq.

 

Di recente la Camera dei Deputati ha approvato il DDL Comunitaria 2009 (C. 2449 – B) che oltre a ribadire quanto stabilito nel DPCM 05.12.1997, prescrive l’asseverazione, da parte di un tecnico abilitato in acustica, della corretta esecuzione dei lavori a regola d’arte ai fini della rispondenza degli edifici ai requisiti acustici passivi.

Al fine di soddisfare quanto previsto dalla legislazione nazionale, Laborad mette a disposizione delle imprese del settore dell’edilizia, ingegneri tecnici competenti in acustica, che si avvalgono di strumentazione di misura in classe 1 (dotata di certificati di taratura presso centro SIT), offrendo i seguenti servizi:

1.   in fase di progettazione preliminare ed esecutiva, consulenza per la scelta di materassini fonoassorbenti, tappetini acustici, infissi, e isolanti acustici per gli impianti tecnologici, supportata da valutazione mediante calcolo con software dedicato come da norme UNI 12354-1-2-3, dell’indice del potere fonoisolante Rw di facciate, divisori orizzontali e verticali, dell’indice del livello di pressione sonora di calpestio Ln,w;

2.   in fase di realizzazione, consulenza con visite in cantiere per la corretta posa in opera di materassini fonoassorbenti, tappetini acustici, infissi, e isolanti per gli impianti tecnologici;

3.   a lavori ultimati, collaudo in opera mediante misurazioni dei requisiti acustici passivi comprensivo di:

–  misura dell’isolamento di facciata come da norma UNI 140-5;

misura dell’isolamento di divisori orizzontali e verticali come da norma UNI 140-4;

–  misura dell’isolamento del rumore da calpestio come da norma UNI 140-7;

misura del rumore prodotto dagli impianti teconologici come da norme UNI 16032 e 10052;

– relazione tecnica di asseverazione della esecuzione dei lavori a regola d’arte, supportata dai reports di misura restituiti dal collaudo in opera.

Per ulteriori informazioni contatta l’esperto Laborad.

misure rumore ultrasuoni

Misure fonometriche del rumore e degli ultrasuoni

misure rumore ultrasuoni

Una fonte di inquinamento poco considerata ma estremamente diffusa è l’esposizione eccessiva ai rumori, dove per eccessiva si intende un’esposizione prolungata o anche una più limitata ma a un livello molto alto. È fondamentale usare dispositivi di protezione dell’udito, quando necessario.

 Questo tipo di inquinamento, detto inquinamento acustico, ha numerosi effetti nocivi sulla salute, a livello:

  •  uditivo;
  • cardiocircolatorio;
  • nervoso;
  • digestivo.

Le cause di questo problema sono da ricercarsi nell’ambiente esterno (traffico veicolare o aereo, presenza di attività lavorative e/o industriali nei dintorni, ecc.) ma anche all’interno delle mura domestiche e, in particolare, nel rumore nei luoghi di lavoro.

Gli esperti qualificati Laborad sono abilitati al rilascio di perizie fonometriche valide sia per gli ambienti lavorativi (D.Lgs 81/08, Titolo VIII, Capo II) e residenziali e realizzano piani di zonizzazione acustica per le pubbliche amministrazioni o valutazioni preventive per i cantieri di lavoro.

Contattateci per un preventivo gratuito di valutazione del rischio rumore personalizzato sulle vostre esigenze, nella sezione Contatta l’esperto Laborad.

 ULTRASUONI

Il rischio derivante da esposizione agli ultrasuoni può essere presente in diversi contesti lavorativi, tra cui:

  • Laboratori Analisi e ambulatori medici, dentistici o veterinari
  • Sale operatorie (chirurgiche e microchirurgiche o oculistiche)
  • Industrie farmaceutiche
  •  Industrie meccaniche e di sgrassaggio
  • Industrie elettroniche
  • Laboratori chimici
  • Lavaggio attrezzatura nautica/subacquea o di campioni mineralografici e similari
  • Industria orafa o di orologi

La principale conseguenza di un’esposizione a ultrasuoni è la possibilità di riportare danni uditivi, quando non vengono impiegati opportuni dispositivi di protezione dell’udito. La necessità di esaminare attentamente questo rischio è tanto più importante perché la fonte di ultrasuoni spesso non emette frequenze nel campo udibile dell’uomo, pertanto la sorgente, anche se presente, non è avvertita dall’operatore e tende ad essere sottovalutata, quando non completamente ignorata.

Il D.Lgs 81/08, Titolo VIII – Capo I, include gli ultrasuoni nell’ambito degli agenti fisici da valutare al fine di poter implementare le opportune misure di prevenzione e protezione a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. La valutazione degli ultrasuoni risulta estremamente complessa, poiché i fonometri tradizionali non sono sufficienti per lo scopo e sono necessari specifici microfoni in grado di registrare le frequenze non udibili.

Laborad si avvale per queste misurazioni di strumentazione certificata e tarata presso centri di taratura certificati.

Effettuiamo valutazioni preliminari per la formulazione di un preventivo gratuito su misura per le vostre necessità. Per ulteriori informazioni contattateci alla sezione contatta l’esperto Laborad.

 

FONOMETRIE

Le analisi fonometriche condotte dagli esperti Laborad nell’ambito della valutazione del rischio rumore vengono eseguite ai sensi del Testo Unico Sicurezza D.Lgs 81/08, Titolo VIII, Capo II.

misura rumore industriaD. Lgs. 81/08 – Titolo VIII – Capo II

La valutazione del rischio rumore include:

– fonometrie (misure e analisi del rumore) per valutare il livello, il tipo e la durata dell’esposizione al rumore
– la valutazione dei dispositivi di protezione dell’udito in base alle caratteristiche di attenuazione (valutazione rumore)
– la misura (fonometria) delle postazioni di lavoro e caratterizzazione per ciascuna del LEX (Livello di Esposizione Giornaliera al Rumore) riferito a una giornata lavorativa di 8 ore oppure a una settimana (analisi rumore, valutazione effetti).

A seguito di una valutazione del rischio rumore deve essere possibile identificare le sorgenti o le attività su cui intervenire per il controllo del rischio, identificare i luoghi di lavoro e i lavoratori da sottoporre a specifici protocolli di prevenzione e protezione e valutare le condizioni per la scelta dei dispositivi di protezione individuale adatti al caso.

Gli esperti Laborad possono inoltre aiutarvi in ogni altra incombenza relativa all’inquinamento acustico, tra cui:

– Progettazione e realizzazione della classificazione acustica del territorio, in base a quanto stabilito dalle norme vigenti
– Collaborazione con le amministrazioni comunali per definire i piani di risanamento acustico
– Insonorizzazioni e bonifiche
– Fornitura di materiali per la protezione dal rumore (con proprietà fonoassorbenti, fonoisolanti, antiriverbero), in base a quanto ritenuto necessario a seguito di valutazioni ed analisi del rumore eseguite da un professionista.

La fonometria viene eseguita con strumenti specifici che permettono di misurare l’intensità del rumore (in decibel) e i livelli delle bande di frequenza esaminate in ottave o frazioni di ottava.
Le misure e la strumentazione utilizzata rispondono alla norma vigente (DM 16/03/1998, Decreto Attuativo della Legge Quadro 447/95.

Soltanto le misure effettuate ai sensi di legge garantiscono dati correttamente interpretabili ai fini legali.

 

Per richiedere ulteriori informazioni o un preventivo gratuito in base alle vostre esigenze, visitate la sezione contatta l’esperto.

gas tellurici gas pericolosi sottosuolo

Gas tellurici (anidride carbonica, idrogeno solforato)

gas tellurici gas pericolosi sottosuoloDiversi luoghi della terra si caratterizzano per le massicce emissioni, croniche o parossistiche, di gas dal sottosuolo (gas tellurici). A volte queste emissioni sono ben delimitate e facilmente individuabili, come nel caso delle solfatare e delle fumarole, le cui attività sono costituite principalmente dall’emissione di vapore e gas a forte componente sulfurea. In altri casi le emissioni sono disperse in un’ampia porzione di territorio, spesso impercettibili e difficilmente individuabili senza una strumentazione adeguata. Dal punto di vista protezionistico, quest’ultimo genere d’emissioni telluriche è il più importante in quanto agisce in modo subdolo e spesso inaspettato. La composizione della miscela gassosa rilasciata in atmosfera è spesso eterogenea, ma generalmente composta da alcuni gas principali come l’Anidride Carbonica (CO2), il Metano (CH4) l’Idrogeno Solforato (H2S), l’Elio (He) e il Radon (Rn).

I Comuni di Marino, Ciampino, Anzio, così come i territori di altri comuni indicati nella Determinazione della Regione Lazio (vedi allegato), sono noti per essere interessati, in alcune aree, da vistose emissioni di gas tossici e/o asfissianti dal suolo. A tal proposito sia la locale azienda sanitaria (ASL RMH), che l’amministrazione comunale, hanno provveduto ad emanare una serie di circolari e di ordinanze per garantire la sicurezza degli abitanti e dei lavoratori.

Il personale Laborad si occupa di effettuare la valutazione preventiva delle concentrazioni di gas radon, idrogeno solforato e anidride carbonica e di verificare la presenza di radioattività nelle abitazioni, rilasciando la relativa certificazione con l’esito delle indagini effettuate.

Inoltre Laborad dispone dei rilevatori in continuo di anidride carbonica ed idrogeno solforato allarmati prescritti dalla azienda sanitaria locale per garantire la sicurezza degli ambienti.

Per informazioni e per un preventivo gratuito sulle misurazioni e la fornitura di sensori per anidride carbonica ed idrogeno solforato, contatta l’esperto Laborad.

 

controlli asl anidride carbonica interratidetermina_regione lazio_anidride carbonica.pdf

indagini geologiche geotecniche terreni

Indagini geologiche e geotecniche di terreni e rocce

 indagini geologiche geotecniche terreni

La finalità delle indagini geotecniche è quella di:

  • individuare la natura e la disposizione stratigrafica dei terreni e delle rocce costituenti il sottosuolo;
  • definire il regime delle acque sotterranee;
  • individuare le proprietà dei vari terreni presenti nel sottosuolo tramite prove di laboratorio geotecnico certificato secondo circolare ministeriale 7618/STC:
  •  –    fisiche (assortimento granulometrico, porosità, contenuto d’acqua, peso dell’unità di volume, ecc.);
  •  –     meccaniche (compressibilità, deformabilità, resistenza a rottura, ecc.);
  •       idrauliche (permeabilità).

Laborad realizza inoltre:

  • Prove pressiometriche tipo Menard (MPM) per la determinazione in situ delle principali caratteristiche meccaniche di terreni e rocce.
  • Prove Penetrometriche Dinamiche (DPM) per la ricostruzione, l’interpolazione stratigrafica e la definizione dei principali parametri geotecnica anche in siti di difficile accesso.
  • Prove di carico su piastra per la determinazione dei moduli di compressibilità e della qualità di costipamento.
  • Prove di densità in sito su terreni granulari e coesivi per la verifica delle procedure di costipamento.
  • Indagini inclinometriche per il monitoraggio degli spostamenti gravitativi di versanti e rilevati.

Prospezioni sismiche

Le prospezioni sismiche sono metodi di indagine geofisica basati sullo studio della propagazione delle onde sismiche (generate artificialmente). Esse dipendono dalle caratteristiche elastiche dei terreni: i principi di tale metodologia si basano per questo sulla teoria dell’elasticità.

I nostri servizi comprendono:

  • Prospezioni sismiche di superficie tipo MASW (Multichannel Analisys of Surface Waves) e REMI (Refraction Microtremors) per la determinazione delle Vs30 secondo NTC per le costruzioni in zone sismiche.
  • Prospezioni sismiche in foro Down-Hole e Cross-Hole per la determinazione della velocità delle onde P ed S con ricostruzione della sismostratigrafia locale e determinazione della Vs30.
  • Prospezioni di sismica a rifrazione in onde P ed S per la determinazione della geometria e delle caratteristiche elasto-meccaniche delle sezioni di terreno indagate.
  • Tomografie Elettriche (ERT) e Sondaggi Elettrici Verticali (SEV) rivolti alla conoscenza della stratigrafia locale, alla ricerca di manufatti, cavita’ antropiche e naturali e per l’individuazione delle falde acquifere.

Geognostica

Programmazione, esecuzione e direzione tecnica di sondaggi geognostici per lo studio stratigrafico di dettaglio anche a grande profondità e la determinazione delle principali caratteristiche meccaniche dei terreni indagati a supporto della progettazione e realizzazione di opere ingegneristiche.

Per informazioni e per un preventivo gratuito, contatta l’esperto Laborad.

gas radon D.Lgs 241 00

Gas Radon e attività soggette al D. Lgs. 241/00

gas radon D.Lgs 241 00Radiottività e gas Radon – Esperto qualificato in radioprotezione – Bonifica

IL RADON

Il gas Radon è prodotto naturalmente nel sottosuolo a partire dall’Uranio 238. Ciò avviene particolarmente in terreni di natura vulcanica, molto frequenti in Italia.

Questo gas è in grado di infiltrarsi nelle fessure del terreno o dissolversi in acqua e in questo modo risale verso la superficie della Terra. Essendo più pesante del’aria, tende ad accumularsi nei piani più bassi degli edifici o nei seminterrati, dove entra attraverso crepe o fessure nei muri o nei pavimenti oppure tramite la rete idrica. Gli altri prodotti del decadimento dell’Uranio 238 sono solidi, mentre il Radon è un gas e questo gli consente una tale libertà di diffusione. Il Radon accumulato negli edifici può essere respirato dalle persone che li occupano; è stato ormai accertato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che il Radon è cancerogeno e provoca un drastico aumento del rischio di tumore al polmone, di cui è la seconda causa in Italia dopo il fumo di sigaretta.

Il Radon è un gas incolore, inodore e non può essere rilevato se non attraverso degli strumenti specifici. La normativa introdotta dal D.Lgs 241/00 prevede che tutte le attività commerciali debbano valutare la presenza di radiazioni ionizzanti provenienti dal fondo naturale nel luogo di lavoro. La soglia per l’esposizione al  gas Radon negli ambienti di lavoro è stata fissata in 500 becquerel per metro cubo. L’obbligo di misurazione va espletato entro due anni dall’avvio dell’attività. Ciò significa che, nell’acquisto o affitto di un locale, bisognerà tenere conto anche della eventuale presenza di radioattività naturale, soprattutto se si tratta di un seminterrato o interrato, oppure se ubicato in una zona “ricca” di radiazioni naturali. L’esercente che non risulti a norma relativamente agli obblighi sanciti dal D.Lgs 241/00, è punito con l’arresto sino a tre mesi o con l’ammenda da 2.582 a 10.329 euro.

Superato il valore soglia di 500 Bq per metro cubo è necessario provvedere ad opere di bonifica attraverso l’intervento di un Esperto qualificato in radioprotezione – Radiottività e Gas Radon – Bonifica.

Laborad è un organismo idoneamente attrezzato per effettuare le misure del gas Radon, così come previsto dal comma 4 dell’articolo 10-ter del D.Lgs. 230/95 e s.m.i., in quanto partecipa alle procedure di interconfronto internazionale che qualificano la qualità e l’affidabilità del servizio proposto.

L’esito dell’interconfronto attesta una qualità eccellente dei nostri risultati.

 

Certificato BfS interconfronto Radon

 

 

ATTIVITA’ LAVORATIVE SOGGETTE AL D.Lgs. 241/00gas radon D.Lgs 241 00

  • luoghi di lavoro sotterranei o seminterrati che comportano un’esposizione ai prodotti di decadimento del Radon o del Toron (tunnel, grotte, sottovie, catacombe, depositi, ma anche uffici vari, magazzini, scuole, banche, musei, biblioteche, centri commerciali, ecc);

  • luoghi di lavoro diversi da quelli precedentemente menzionati, ma situati in zone ad elevato rischio di contaminazione da Radon (individuate dalle Regioni e dalle Province autonome entro il 31 agosto 2005). Da questa data gli esercenti delle zone così individuate avranno 24 mesi di tempo per effettuare i rilievi;

  • luoghi di lavoro adibiti ad uso o stoccaggio di materiali non radioattivi ma contenenti elementi radioattivi naturali. Ad esempio aziende adibite alla lavorazione di sabbie zirconifere, di terre rare, industrie di ceramiche, produzione di materiali refrattari, ecc.;

  • luoghi di lavoro adibiti alla produzione di residui non considerati radioattivi, ma che contengono elementi radioattivi naturali;

  • luoghi di lavoro connessi con stabilimenti termali o attività estrattive;

  • aerei (per il personale navigante con particolare riferimento alla quota di navigazione).

Contatta l’esperto Laborad per un preventivo gratuito.

 

RIFERIMENTI LEGISLATIVI

Per maggiori dettagli è possibile scaricare i testi dei principali riferimenti legislativi.

inquinamento elettromagnetico

Inquinamento elettromagnetico

inquinamento elettromagneticoL’inquinamento elettromagnetico (detto anche smog elettromagnetico o elettrosmog) in ambiente lavorativo è una forma di inquinamento subdola in quanto non è percepita chiaramente dalle persone che, pertanto, possono ritrovarsi esposte ad alti livelli di radiazione elettromagnetica o di campi elettromagnetici senza accorgersene. I computer, i monitor, i trasformatori, gli UPS (gruppi di continuità), i sistemi wireless e tante altre sorgenti simili oltre alle onnipresenti antenne contribuiscono ad aumentare il livello di campi elettromagnetici presenti negli uffici, sopratutto dove la tecnologia è fondamentale. Pertanto sempre più spesso le ASL stanno eseguendo controlli per verificare che la salute dei lavoratori non sia messa in pericolo. Conoscere la durata e l’intensità dell’esposizione all’inquinamento elettromagnetico, con la consulenza di esperti del settore, permette di stabilire la nocività dello stesso, e di prendere le dovute precauzioni. La corretta valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici, effettuata attraverso il corretto censimento delle sorgenti di elettrosmog e attraverso idonee MISURE DI ELETTROSMOG permette inoltre di evitare sanzioni e cause di servizio.

Laborad rilascia relazioni e perizie valide per gli ambienti lavorativi e, dopo le più idonee MISURAZIONI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI, indica le possibili soluzioni per il problema.

Per un preventivo gratuito sul rischio da campi elettromagnetici, potete contattare un nostro tecnico alla sezione Contatta l’esperto Laborad per il settore elettrosmog e campi elettromagnetici.

 

L’Elettrosmog

L’inquinamento elettromagnetico (o elettrosmog) è il prodotto di apparecchiature elettroniche, antenne o cavi sotto tensione, che emettono onde elettromagnetiche, campi elettrici e campi magnetici. Le fonti di questo tipo di inquinamento possono essere suddivise in due macrocategorie:

  • campi elettromagnetici a bassa frequenza (< 100 kHz), che includono i sistemi di trasmissione di elettricità a frequenza industriale e tutte le apparecchiature a funzionamento elettrico;
  • campi elettromagnetici ad alta frequenza (100 kHz – 300 GHz), che includono antenne radio, televisive e per telefonia mobile.

IL RISCHIO DA CAMPI ELETTROMAGNETICI NEI LUOGHI DI LAVORO

I luoghi di lavoro, per loro stessa natura, sono frequentemente soggetti a condizioni di inquinamento elettromagnetico dovuto alla presenza di apparecchi elettronici e strumenti propri dell’attività lavorativa. Tra le principali sorgenti di elettrosmog troviamo:

  • Campi elettrici e campi magnetici statici (strumenti alimentati da tensione continua, apparecchiature per Risonanza Magnetica Nucleare);
  • Campi elettrici e campi magnetici ELF (radiazioni a frequenze estremamente basse, al livello di 3-30 Hz, utilizzate per il trasporto e l’impiego di elettricità);
  • Riscaldatori industriali a radiofrequenza e a microonde (industrie elettroniche, tessili, del legno, ecc.);
  • Strumenti biomedicali (magnetoterapia, elettrobisturi, tomografia, RMN, ecc.);
  • Sistemi di telecomunicazioni;
  • Varchi magnetici o sistemi antitaccheggio;
  • Sistemi RFID (identificazione a radiofrequenze, usati per etichette, trasponder, controllo accessi, identificazione personale, telepass, ecc.).

Le fonti di onde elettromagnetiche hanno effetti sulla salute sia diretti che indiretti. I secondi sono causati dalla capacità di un apparecchio elettronico di generare interferenze negli altri apparecchi, andando ad influire anche sulla salute di particolari categorie di lavoratori (LAVORATORI PARTICOLARMENTE A RISCHIO per i campi elettromagnetici secondo il D.Lgs. 159/2016) o sulla sicurezza generale sul posto di lavoro.

Gli effetti si hanno infatti su:

• protesi biomedicali come dispositivi medicali impiantabili attivi (pacemaker, defibrillatori, protesi acustiche, pompe per insulina e altri farmaci) o dispositivi medicali impiantabili passivi (protesi metalliche, chiodi, viti, piastre ecc.)

• sistemi di segnalazione e di allarme

• impianti industriali a potenziale rischio di incidente (sicurezza impianti)

• apparati diagnostici o terapeutici, dalla cui efficienza può dipendere la vita del paziente (es. apparati di supporto vitale)

In alcuni casi gli effetti si possono verificare anche a livelli di campo elettromagnetico inferiori a quanto stabilito dalla normativa per i lavoratori. Per questo motivo, le situazioni ad alto rischio elencate richiedono a maggior ragione misure di inquinamento elettromagnetico e, nei casi opportuni, interventi di bonifica e/o schermatura.

 

LA NORMATIVA VIGENTE

Il datore di lavoro è tenuto a garantire la valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici, secondo quanto sancito col D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capo IV. Nella norma viene chiaramente indicata la necessità di valutare questo rischio e, ove necessario, effettuare misure del livello dei campi elettromagnetici. Il decreto stabilisce anche numerosi parametri da tenere in considerazione nella valutazione del rischio elettromagnetico, motivo per cui è sempre consigliabile chiedere l’aiuto di un esperto.

Dal 2016 è inoltre in vigore il D.Lgs. 159/16, che stabilisce la possibilità di non effettuare le misure in presenza di particolari condizioni, ma nel contempo richiede di effettuare misure dei campi elettromagnetici specifiche e selettive in particolari casi, per poter poi confrontare i risultati con i nuovi limiti di legge.
Contattateci per un preventivo gratuito attraverso la sezione Contatta l’esperto Laborad.

 

Linee guida

Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III e IV sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro. 

esposizione campi elettromagneticiD. Lgs. 81/08 – Titolo VIII – Capo I-II-III-IV

misura microclima luoghi di lavoro

Misure di microclima negli ambienti di lavoro

misura microclima luoghi di lavoro

 In tutti i luoghi di lavoro è necessario garantire una condizione di benessere e comfort microclimatico, cioè di condizioni accettabili in termini di temperatura, umidità, ventilazione, aerazione, illuminamento e qualità dell’aria che nel loro insieme vengono definiti MICROCLIMA.
Il microclima ed il rischio microclimatico sono elementi non valutabili in maniera semplice, poiché lo stato di comfort è influenzato da vari parametri, tra cui la temperatura, l’umidità, la velocità dell’aria, l’abbigliamento indossato, l’irraggiamento solare e l’illuminamento, lo sforzo fisico compiuto durante l’attività lavorativa e, da non trascurare, la sensibilità individuale allo stress da microclima. Caso diverso è poi quello degli ambienti lavorativi in temperature estreme (come celle frigorifere o forni dove si creano ambienti non moderati e quindi severi freddi o caldi), in cui, oltre al discomfort, si arriva a stati di impegno termoregolatorio o addirittura sindromi patologiche e per i quali nell’analisi del microclima non vanno valutati solo gli indici PPD ed il PMV ma soprattutto l’indice WBGT e WCI e per i quali vanno elaborate specifiche misure di prevenzione per prevenire i rischi di congelamento e colpo di calore che si possono verificare in condizioni microclimatiche estreme.

centralina microclimatica
Laborad, grazie alla professionalità e all’esperienza dei suoi
tecnici esperti in misure di microclima sui luoghi di lavoro ed a strumentazione e software all’avanguardia nell’analisi microclimatica, effettua la valutazione professionale del rischio microclima in ambienti di lavoro moderati, severi caldi e freddi come fabbriche, stabilimenti, siti industriali, cantieri edili, ospedali ed uffici pubblici e privati per determinare il comfort dei lavoratori in osservanza della normativa vigente sul microclima (D.Lgs 81/08 e norme tecniche) e come richesto dalle ASL. In seguito alla misura del microclima che Laborad esegue sul posto tramite una centralina microclimatica dotata di strumentazione calibrata, i dati sono poi inseriti insieme alle informazioni relative all’abbigliamento e all’attività svolta in un software specifico per analisi microclimatiche,  con il quale è possibile effettuare il calcolo del livello di comfort microclimatico negli ambienti di lavoro moderati attraverso due indici di benessere principali, il PMV (Predicted Mean Vote) e il PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied). Sulla base dei dati acquisiti gli esperti Laborad possono suggerire possibili strategie di miglioramento  delle condizioni microclimatiche dei lavoratori da indicare come misure di prevenzione e di miglioramento per il microclima nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi aziendali), con conseguenti evidenti vantaggi in termini di produttività e di diminuzione del rischio microclimatico nei luoghi e nei locali di lavoro, come indicato dalle linee guida INAIL e dal Testo Unico sulla Sicurezza (decreto 81) per il microclima.
La norma tecnica UNI EN ISO 7730:2006 suggerisce per lo stato di comfort termico valori di PMV compresi tra + 0,5 e – 0,5, cui corrisponde una percentuale di insoddisfatti delle condizioni microclimatiche (PPD) inferiore al 10%.

PMV

PPD %

VALUTAZIONE AMBIENTE TERMICO E CONDIZIONI MICROCLIMATICHE 

+3

100

Molto caldo

+2

75,7

Caldo

+1

26,4

Leggermente caldo

-0,5<PMV<+0,5

< 10

Accettabilità termica

-1

26,8

Fresco

-2

76,4

Freddo

-3

100

Molto freddo

 

Per una panoramica completa dei rischi presenti negli uffici pubblici e privati, inclusi quelli microclimatici, l’ex-ISPESL (ora INAIL) ha stilato delle linee guida che aiutano a comprendere l’importanza di una valutazione approfondita, effettuata con la consulenza di esperti del settore dei parametri di microclima:

Linee guida ISPESL microclima pubbliche amministrazioni
Linee guida per la misura del microclima negli uffici.
Microclima al lavoro: misure, analisi e valutazione dello stress microclimatico in ambienti moderati.

 

Quando si valuta il microclima negli ambienti di lavoro, comunque, bisogna tenere conto delle diverse esigenze che possono esserci in particolari situazioni produttive. Laborad distingue quindi tra gli ambienti microclimaticamente moderati, come uffici, ospedali, sala operatoria, stanza di degenza, cliniche, negozi, scuole, o simili, in cui le condizioni microclimatiche normali non si discostano particolarmente da quelle ideali per l’uomo, e ambienti microclimatici severi, caldi o freddi, nei quali per le specifiche necessità di produzione (lavori all’aperto, in corrispondenza di forni o forti fonti di calore, celle frigorifere o altri ambienti refrigerati, alcune fabbriche, capannoni indistriali, industrie chimiche, cantieri ecc) i lavoratori devono passare periodi più o meno lunghi in condizioni distanti da quelle microclimaticamente ideali.

In entrambi i casi le condizioni microclimatiche devono essere studiate attentamente, con cognizione di causa e strumenti microclimatici specifici, al fine di garantire il massimo del comfort a tutti i lavoratori per valutare anche la necessità di utilizzare specifici Dispositivi di Protezione Individuale (DPI per microclimi severi) soprattutto validi per i microclimi severi freddi. Quando il microclima non può definirsi “neutro” viene quindi individuato un rischio specifico da microclima che richiede l’elaborazione di misure di prevenzione e protezione (o misure di miglioramento) nel DVR (Documento di Valutazione dei rischi) in cui il rischio microclima deve essere obbligatoriamente presente. In caso di rischio da microclima è inoltre opportuno nominare un Medico Competente Aziendale, da affincarsi al tecnico ed al consulente esperto di microclima al fine di effettuare le visite sanitarie e verificare l’idoneità alla mansione per gli operatori che si trovino ad operare in condizioni di stress microclimatico.  Laborad dispone di una centralina microclimatica dotata di sonde in grado di registrare tutti i necessari parametri microclimatici e, grazie a software specifici per il microclima, effettua l’analisi dei dati ottenuti per fornire una valutazione delle condizioni microclimatiche e suggerimenti su come migliorarle per dare maggior comfort ai lavoratori. E’ infatti possibile valutare non solo la sensazione microclimatica che la persona potrebbe riferire in quell’ambiente, ma anche il rischio di sviluppare malattie da congelamento, ipotermia, ipertermia o colpo di calore quando il microclima del posto di lavoro diventa severo. Sempre tramite il software di analisi microclimatica è possibile calcolare, per ogni singolo parametro microclimatico (es. temperatura, umidità, velocità dell’aria), la necessaria correzione per ricondurre l’ambiente in condizioni di benessere microclimatico ottimale, riducendo pertanto lo stress da microclima e le sue conseguenze sulla salute del lavoratore.

Per richiedere una valutazione dei rischi del vostro ambiente di lavoro o anche solo una misura di microclima, contattate i nostri consulenti nella sezione contatta l’esperto Laborad.

NORMATIVA IN VIGORE

Decreto Legislativo n.81 del 09/04/2008 (allegato IV punto 1.9 Microclima): Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Normativa Tecnica

– UNI EN ISO 7730:2006
Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di benessere termico.

– UNI EN 27243:1996
Ambienti caldi. Valutazione dello stress termico per l’uomo negli ambienti di lavoro, basata sull’indice WBGT (temperatura a bulbo umido e del globotermometro).

– UNI EN ISO 7933:2005
Ergonomia dell’ambiente termico – Determinazione analitica ed interpretazione dello stress termico da calore mediante il calcolo della sollecitazione termica prevedibile

– UNI EN ISO 8996:2005
Ergonomia dell’ambiente termico – Determinazione del metabolismo energetico

– UNI EN ISO 7726:2002
Ergonomia degli ambienti termici – Strumenti per la misurazione delle grandezze fisiche.

– UNI EN ISO 11079:2008
Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione e interpretazione dello stress termico da freddo con l’utilizzo dell’isolamento termico dell’abbigliamento richiesto (IREQ) e degli effetti del raffreddamento locale.

Linee Guida

•  Analisi microclima, valutazione comfort microclimaticoMicroclima, areazione e illuminazione nei luoghi di lavoro. Requisiti e standard. Indicazioni operative e progettuali.

 

 

•    Obbligo misure microclima. Decreto legge 81.Linee guida qualità dell’aria e inquinanti indoor. Linee guida Ministero Sanità

Nell’ambito delle valutazioni sul microclima, per incontrare le richieste dei clienti che sempre più desiderano avere una panoramica completa dello stato di salubrità dell’ambiente di lavoro, Laborad esegue anche misure di illuminamento e verifiche della qualità dell’aria relativamente agli inquinanti chimici (anidride carbonica, monossido di carbonio, idrogeno solforato, VOC, amianto, Radon) e microbiologici (il laboratorio interno Laborad è in grado di valutare carica batterica, Legionella spp, muffe, lieviti, acari ecc.) al fine di dare una consulenza completa per il raggiungimento dei requisiti di conformità degli ambienti di lavoro (ai sensi del D.Lgs 81/08 Titolo II Capo I).

rspp prevenzione protezione

Assunzione dell’incarico di RSPP

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Cosa significa la sigla RSPP?

L’RSPP è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Si tratta di una figura introdotta dal Decreto 626 del 1994, recepimento di diverse Direttive Europee riguardanti il miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori. Si tratta di un professionista, esperto in Sicurezza (Safety), che è designato dal Datore di Lavoro alla gestione e coordinamento delle attività del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) in un’azienda. Il Servizio di Prevenzione e Protezione è l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori, come descritto dal D.Lgs. 81/2008.

Chi può svolgere il ruolo di RSPP?

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è una persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali per gestire e coordinare i diversi aspetti della sicurezza e salute sul lavoro all’interno di un’azienda. L’RSPP deve aver seguito un corso di formazione i cui contenuti e durata dipendono dal settore produttivo o macrosettore ATECO dell’azienda in cui svolgerà il suo ruolo. La formazione, inoltre, deve essere periodicamente ripetuta (aggiornamento quinquennale) seguendo corsi di aggiornamento. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione non deve necessariamente essere un dipendente dell’azienda; è possibile nominare un RSPP esterno, qualora sia in possesso dei requisiti necessari per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Anche il Datore di Lavoro può decidere di assumere personalmente il ruolo di RSPP, dopo aver seguito l’apposito corso di formazione per Datori di Lavoro con ruolo di RSPP; tale scelta può consentire un rapido risparmio di denaro, ma prevede che il Datore di Lavoro sia costantemente aggiornato sulla normativa in vigore in merito di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e che si assuma personalmente la responsabilità di gestire tutti gli aspetti della sicurezza aziendale.

È obbligatorio avere un RSPP in azienda?

La nomina dell’RSPP è uno degli obblighi non delegabili del Datore di Lavoro. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, che può essere anche un soggetto esterno all’azienda, collabora con il Datore di Lavoro, il medico competente ed il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) alla realizzazione del documento di valutazione dei rischi (DVR). La mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, insieme alla mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, è causa delle più gravi sanzioni contro il Datore di Lavoro e l’azienda in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro. Un’azienda priva di DVR e RSPP rischia di chiudere al primo controllo!

Come può aiutarmi Laborad?

I professionisti Laborad ricoprono il ruolo di RSPP da numerosi anni, in aziende di comparti molto differenti; l’assunzione di un tale incarico richiede la frequenza di corsi di formazione, esperienza e professionalità, doti che non è possibile improvvisare. I professionisti Laborad sono a disposizione per l’assunzione dell’incarico di RSPP presso le aziende in modo specifico per ogni macrosettore ATECO di appartenenza. Per i Datori di Lavoro che vogliano assumere personalmente il ruolo di RSPP, Laborad è a disposizione per seguire la formazione necessaria per svolgere tale compito. Laborad può, inoltre, assistervi in ogni passaggio della Valutazione e della Gestione dei rischi lavorativi, per garantire salute e sicurezza sul lavoro.

Per ulteriori informazioni e per scoprire quanto puoi risparmiare nominando un RSPP esterno qualificato Laborad, contatta i nostri esperti per un preventivo gratuito.

 

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