indagini geologiche geotecniche terreni

Indagini geologiche e geotecniche di terreni e rocce

 indagini geologiche geotecniche terreni

La finalità delle indagini geotecniche è quella di:

  • individuare la natura e la disposizione stratigrafica dei terreni e delle rocce costituenti il sottosuolo;
  • definire il regime delle acque sotterranee;
  • individuare le proprietà dei vari terreni presenti nel sottosuolo tramite prove di laboratorio geotecnico certificato secondo circolare ministeriale 7618/STC:
  •  –    fisiche (assortimento granulometrico, porosità, contenuto d’acqua, peso dell’unità di volume, ecc.);
  •  –     meccaniche (compressibilità, deformabilità, resistenza a rottura, ecc.);
  •       idrauliche (permeabilità).

Laborad realizza inoltre:

  • Prove pressiometriche tipo Menard (MPM) per la determinazione in situ delle principali caratteristiche meccaniche di terreni e rocce.
  • Prove Penetrometriche Dinamiche (DPM) per la ricostruzione, l’interpolazione stratigrafica e la definizione dei principali parametri geotecnica anche in siti di difficile accesso.
  • Prove di carico su piastra per la determinazione dei moduli di compressibilità e della qualità di costipamento.
  • Prove di densità in sito su terreni granulari e coesivi per la verifica delle procedure di costipamento.
  • Indagini inclinometriche per il monitoraggio degli spostamenti gravitativi di versanti e rilevati.

Prospezioni sismiche

Le prospezioni sismiche sono metodi di indagine geofisica basati sullo studio della propagazione delle onde sismiche (generate artificialmente). Esse dipendono dalle caratteristiche elastiche dei terreni: i principi di tale metodologia si basano per questo sulla teoria dell’elasticità.

I nostri servizi comprendono:

  • Prospezioni sismiche di superficie tipo MASW (Multichannel Analisys of Surface Waves) e REMI (Refraction Microtremors) per la determinazione delle Vs30 secondo NTC per le costruzioni in zone sismiche.
  • Prospezioni sismiche in foro Down-Hole e Cross-Hole per la determinazione della velocità delle onde P ed S con ricostruzione della sismostratigrafia locale e determinazione della Vs30.
  • Prospezioni di sismica a rifrazione in onde P ed S per la determinazione della geometria e delle caratteristiche elasto-meccaniche delle sezioni di terreno indagate.
  • Tomografie Elettriche (ERT) e Sondaggi Elettrici Verticali (SEV) rivolti alla conoscenza della stratigrafia locale, alla ricerca di manufatti, cavita’ antropiche e naturali e per l’individuazione delle falde acquifere.

Geognostica

Programmazione, esecuzione e direzione tecnica di sondaggi geognostici per lo studio stratigrafico di dettaglio anche a grande profondità e la determinazione delle principali caratteristiche meccaniche dei terreni indagati a supporto della progettazione e realizzazione di opere ingegneristiche.

Per informazioni e per un preventivo gratuito, contatta l’esperto Laborad.

gas radon D.Lgs 241 00

Gas Radon e attività soggette al D. Lgs. 241/00

gas radon D.Lgs 241 00Radiottività e gas Radon – Esperto qualificato in radioprotezione – Bonifica

IL RADON

Il gas Radon è prodotto naturalmente nel sottosuolo a partire dall’Uranio 238. Ciò avviene particolarmente in terreni di natura vulcanica, molto frequenti in Italia.

Questo gas è in grado di infiltrarsi nelle fessure del terreno o dissolversi in acqua e in questo modo risale verso la superficie della Terra. Essendo più pesante del’aria, tende ad accumularsi nei piani più bassi degli edifici o nei seminterrati, dove entra attraverso crepe o fessure nei muri o nei pavimenti oppure tramite la rete idrica. Gli altri prodotti del decadimento dell’Uranio 238 sono solidi, mentre il Radon è un gas e questo gli consente una tale libertà di diffusione. Il Radon accumulato negli edifici può essere respirato dalle persone che li occupano; è stato ormai accertato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che il Radon è cancerogeno e provoca un drastico aumento del rischio di tumore al polmone, di cui è la seconda causa in Italia dopo il fumo di sigaretta.

Il Radon è un gas incolore, inodore e non può essere rilevato se non attraverso degli strumenti specifici. La normativa introdotta dal D.Lgs 241/00 prevede che tutte le attività commerciali debbano valutare la presenza di radiazioni ionizzanti provenienti dal fondo naturale nel luogo di lavoro. La soglia per l’esposizione al  gas Radon negli ambienti di lavoro è stata fissata in 500 becquerel per metro cubo. L’obbligo di misurazione va espletato entro due anni dall’avvio dell’attività. Ciò significa che, nell’acquisto o affitto di un locale, bisognerà tenere conto anche della eventuale presenza di radioattività naturale, soprattutto se si tratta di un seminterrato o interrato, oppure se ubicato in una zona “ricca” di radiazioni naturali. L’esercente che non risulti a norma relativamente agli obblighi sanciti dal D.Lgs 241/00, è punito con l’arresto sino a tre mesi o con l’ammenda da 2.582 a 10.329 euro.

Superato il valore soglia di 500 Bq per metro cubo è necessario provvedere ad opere di bonifica attraverso l’intervento di un Esperto qualificato in radioprotezione – Radiottività e Gas Radon – Bonifica.

Laborad è un organismo idoneamente attrezzato per effettuare le misure del gas Radon, così come previsto dal comma 4 dell’articolo 10-ter del D.Lgs. 230/95 e s.m.i., in quanto partecipa alle procedure di interconfronto internazionale che qualificano la qualità e l’affidabilità del servizio proposto.

L’esito dell’interconfronto attesta una qualità eccellente dei nostri risultati.

 

Certificato BfS interconfronto Radon

 

 

ATTIVITA’ LAVORATIVE SOGGETTE AL D.Lgs. 241/00gas radon D.Lgs 241 00

  • luoghi di lavoro sotterranei o seminterrati che comportano un’esposizione ai prodotti di decadimento del Radon o del Toron (tunnel, grotte, sottovie, catacombe, depositi, ma anche uffici vari, magazzini, scuole, banche, musei, biblioteche, centri commerciali, ecc);

  • luoghi di lavoro diversi da quelli precedentemente menzionati, ma situati in zone ad elevato rischio di contaminazione da Radon (individuate dalle Regioni e dalle Province autonome entro il 31 agosto 2005). Da questa data gli esercenti delle zone così individuate avranno 24 mesi di tempo per effettuare i rilievi;

  • luoghi di lavoro adibiti ad uso o stoccaggio di materiali non radioattivi ma contenenti elementi radioattivi naturali. Ad esempio aziende adibite alla lavorazione di sabbie zirconifere, di terre rare, industrie di ceramiche, produzione di materiali refrattari, ecc.;

  • luoghi di lavoro adibiti alla produzione di residui non considerati radioattivi, ma che contengono elementi radioattivi naturali;

  • luoghi di lavoro connessi con stabilimenti termali o attività estrattive;

  • aerei (per il personale navigante con particolare riferimento alla quota di navigazione).

Contatta l’esperto Laborad per un preventivo gratuito.

 

RIFERIMENTI LEGISLATIVI

Per maggiori dettagli è possibile scaricare i testi dei principali riferimenti legislativi.

inquinamento elettromagnetico

Inquinamento elettromagnetico

inquinamento elettromagneticoL’inquinamento elettromagnetico (detto anche smog elettromagnetico o elettrosmog) in ambiente lavorativo è una forma di inquinamento subdola in quanto non è percepita chiaramente dalle persone che, pertanto, possono ritrovarsi esposte ad alti livelli di radiazione elettromagnetica o di campi elettromagnetici senza accorgersene. I computer, i monitor, i trasformatori, gli UPS (gruppi di continuità), i sistemi wireless e tante altre sorgenti simili oltre alle onnipresenti antenne contribuiscono ad aumentare il livello di campi elettromagnetici presenti negli uffici, sopratutto dove la tecnologia è fondamentale. Pertanto sempre più spesso le ASL stanno eseguendo controlli per verificare che la salute dei lavoratori non sia messa in pericolo. Conoscere la durata e l’intensità dell’esposizione all’inquinamento elettromagnetico, con la consulenza di esperti del settore, permette di stabilire la nocività dello stesso, e di prendere le dovute precauzioni. La corretta valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici, effettuata attraverso il corretto censimento delle sorgenti di elettrosmog e attraverso idonee MISURE DI ELETTROSMOG permette inoltre di evitare sanzioni e cause di servizio.

Laborad rilascia relazioni e perizie valide per gli ambienti lavorativi e, dopo le più idonee MISURAZIONI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI, indica le possibili soluzioni per il problema.

Per un preventivo gratuito sul rischio da campi elettromagnetici, potete contattare un nostro tecnico alla sezione Contatta l’esperto Laborad per il settore elettrosmog e campi elettromagnetici.

 

L’Elettrosmog

L’inquinamento elettromagnetico (o elettrosmog) è il prodotto di apparecchiature elettroniche, antenne o cavi sotto tensione, che emettono onde elettromagnetiche, campi elettrici e campi magnetici. Le fonti di questo tipo di inquinamento possono essere suddivise in due macrocategorie:

  • campi elettromagnetici a bassa frequenza (< 100 kHz), che includono i sistemi di trasmissione di elettricità a frequenza industriale e tutte le apparecchiature a funzionamento elettrico;
  • campi elettromagnetici ad alta frequenza (100 kHz – 300 GHz), che includono antenne radio, televisive e per telefonia mobile.

IL RISCHIO DA CAMPI ELETTROMAGNETICI NEI LUOGHI DI LAVORO

I luoghi di lavoro, per loro stessa natura, sono frequentemente soggetti a condizioni di inquinamento elettromagnetico dovuto alla presenza di apparecchi elettronici e strumenti propri dell’attività lavorativa. Tra le principali sorgenti di elettrosmog troviamo:

  • Campi elettrici e campi magnetici statici (strumenti alimentati da tensione continua, apparecchiature per Risonanza Magnetica Nucleare);
  • Campi elettrici e campi magnetici ELF (radiazioni a frequenze estremamente basse, al livello di 3-30 Hz, utilizzate per il trasporto e l’impiego di elettricità);
  • Riscaldatori industriali a radiofrequenza e a microonde (industrie elettroniche, tessili, del legno, ecc.);
  • Strumenti biomedicali (magnetoterapia, elettrobisturi, tomografia, RMN, ecc.);
  • Sistemi di telecomunicazioni;
  • Varchi magnetici o sistemi antitaccheggio;
  • Sistemi RFID (identificazione a radiofrequenze, usati per etichette, trasponder, controllo accessi, identificazione personale, telepass, ecc.).

Le fonti di onde elettromagnetiche hanno effetti sulla salute sia diretti che indiretti. I secondi sono causati dalla capacità di un apparecchio elettronico di generare interferenze negli altri apparecchi, andando ad influire anche sulla salute di particolari categorie di lavoratori (LAVORATORI PARTICOLARMENTE A RISCHIO per i campi elettromagnetici secondo il D.Lgs. 159/2016) o sulla sicurezza generale sul posto di lavoro.

Gli effetti si hanno infatti su:

• protesi biomedicali come dispositivi medicali impiantabili attivi (pacemaker, defibrillatori, protesi acustiche, pompe per insulina e altri farmaci) o dispositivi medicali impiantabili passivi (protesi metalliche, chiodi, viti, piastre ecc.)

• sistemi di segnalazione e di allarme

• impianti industriali a potenziale rischio di incidente (sicurezza impianti)

• apparati diagnostici o terapeutici, dalla cui efficienza può dipendere la vita del paziente (es. apparati di supporto vitale)

In alcuni casi gli effetti si possono verificare anche a livelli di campo elettromagnetico inferiori a quanto stabilito dalla normativa per i lavoratori. Per questo motivo, le situazioni ad alto rischio elencate richiedono a maggior ragione misure di inquinamento elettromagnetico e, nei casi opportuni, interventi di bonifica e/o schermatura.

 

LA NORMATIVA VIGENTE

Il datore di lavoro è tenuto a garantire la valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici, secondo quanto sancito col D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capo IV. Nella norma viene chiaramente indicata la necessità di valutare questo rischio e, ove necessario, effettuare misure del livello dei campi elettromagnetici. Il decreto stabilisce anche numerosi parametri da tenere in considerazione nella valutazione del rischio elettromagnetico, motivo per cui è sempre consigliabile chiedere l’aiuto di un esperto.

Dal 2016 è inoltre in vigore il D.Lgs. 159/16, che stabilisce la possibilità di non effettuare le misure in presenza di particolari condizioni, ma nel contempo richiede di effettuare misure dei campi elettromagnetici specifiche e selettive in particolari casi, per poter poi confrontare i risultati con i nuovi limiti di legge.
Contattateci per un preventivo gratuito attraverso la sezione Contatta l’esperto Laborad.

 

Linee guida

Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III e IV sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro. 

esposizione campi elettromagneticiD. Lgs. 81/08 – Titolo VIII – Capo I-II-III-IV

misura microclima luoghi di lavoro

Misure di microclima negli ambienti di lavoro

misura microclima luoghi di lavoro

 In tutti i luoghi di lavoro è necessario garantire una condizione di benessere e comfort microclimatico, cioè di condizioni accettabili in termini di temperatura, umidità, ventilazione, aerazione, illuminamento e qualità dell’aria che nel loro insieme vengono definiti MICROCLIMA.
Il microclima ed il rischio microclimatico sono elementi non valutabili in maniera semplice, poiché lo stato di comfort è influenzato da vari parametri, tra cui la temperatura, l’umidità, la velocità dell’aria, l’abbigliamento indossato, l’irraggiamento solare e l’illuminamento, lo sforzo fisico compiuto durante l’attività lavorativa e, da non trascurare, la sensibilità individuale allo stress da microclima. Caso diverso è poi quello degli ambienti lavorativi in temperature estreme (come celle frigorifere o forni dove si creano ambienti non moderati e quindi severi freddi o caldi), in cui, oltre al discomfort, si arriva a stati di impegno termoregolatorio o addirittura sindromi patologiche e per i quali nell’analisi del microclima non vanno valutati solo gli indici PPD ed il PMV ma soprattutto l’indice WBGT e WCI e per i quali vanno elaborate specifiche misure di prevenzione per prevenire i rischi di congelamento e colpo di calore che si possono verificare in condizioni microclimatiche estreme.

centralina microclimatica
Laborad, grazie alla professionalità e all’esperienza dei suoi
tecnici esperti in misure di microclima sui luoghi di lavoro ed a strumentazione e software all’avanguardia nell’analisi microclimatica, effettua la valutazione professionale del rischio microclima in ambienti di lavoro moderati, severi caldi e freddi come fabbriche, stabilimenti, siti industriali, cantieri edili, ospedali ed uffici pubblici e privati per determinare il comfort dei lavoratori in osservanza della normativa vigente sul microclima (D.Lgs 81/08 e norme tecniche) e come richesto dalle ASL. In seguito alla misura del microclima che Laborad esegue sul posto tramite una centralina microclimatica dotata di strumentazione calibrata, i dati sono poi inseriti insieme alle informazioni relative all’abbigliamento e all’attività svolta in un software specifico per analisi microclimatiche,  con il quale è possibile effettuare il calcolo del livello di comfort microclimatico negli ambienti di lavoro moderati attraverso due indici di benessere principali, il PMV (Predicted Mean Vote) e il PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied). Sulla base dei dati acquisiti gli esperti Laborad possono suggerire possibili strategie di miglioramento  delle condizioni microclimatiche dei lavoratori da indicare come misure di prevenzione e di miglioramento per il microclima nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi aziendali), con conseguenti evidenti vantaggi in termini di produttività e di diminuzione del rischio microclimatico nei luoghi e nei locali di lavoro, come indicato dalle linee guida INAIL e dal Testo Unico sulla Sicurezza (decreto 81) per il microclima.
La norma tecnica UNI EN ISO 7730:2006 suggerisce per lo stato di comfort termico valori di PMV compresi tra + 0,5 e – 0,5, cui corrisponde una percentuale di insoddisfatti delle condizioni microclimatiche (PPD) inferiore al 10%.

PMV

PPD %

VALUTAZIONE AMBIENTE TERMICO E CONDIZIONI MICROCLIMATICHE 

+3

100

Molto caldo

+2

75,7

Caldo

+1

26,4

Leggermente caldo

-0,5<PMV<+0,5

< 10

Accettabilità termica

-1

26,8

Fresco

-2

76,4

Freddo

-3

100

Molto freddo

 

Per una panoramica completa dei rischi presenti negli uffici pubblici e privati, inclusi quelli microclimatici, l’ex-ISPESL (ora INAIL) ha stilato delle linee guida che aiutano a comprendere l’importanza di una valutazione approfondita, effettuata con la consulenza di esperti del settore dei parametri di microclima:

Linee guida ISPESL microclima pubbliche amministrazioni
Linee guida per la misura del microclima negli uffici.
Microclima al lavoro: misure, analisi e valutazione dello stress microclimatico in ambienti moderati.

 

Quando si valuta il microclima negli ambienti di lavoro, comunque, bisogna tenere conto delle diverse esigenze che possono esserci in particolari situazioni produttive. Laborad distingue quindi tra gli ambienti microclimaticamente moderati, come uffici, ospedali, sala operatoria, stanza di degenza, cliniche, negozi, scuole, o simili, in cui le condizioni microclimatiche normali non si discostano particolarmente da quelle ideali per l’uomo, e ambienti microclimatici severi, caldi o freddi, nei quali per le specifiche necessità di produzione (lavori all’aperto, in corrispondenza di forni o forti fonti di calore, celle frigorifere o altri ambienti refrigerati, alcune fabbriche, capannoni indistriali, industrie chimiche, cantieri ecc) i lavoratori devono passare periodi più o meno lunghi in condizioni distanti da quelle microclimaticamente ideali.

In entrambi i casi le condizioni microclimatiche devono essere studiate attentamente, con cognizione di causa e strumenti microclimatici specifici, al fine di garantire il massimo del comfort a tutti i lavoratori per valutare anche la necessità di utilizzare specifici Dispositivi di Protezione Individuale (DPI per microclimi severi) soprattutto validi per i microclimi severi freddi. Quando il microclima non può definirsi “neutro” viene quindi individuato un rischio specifico da microclima che richiede l’elaborazione di misure di prevenzione e protezione (o misure di miglioramento) nel DVR (Documento di Valutazione dei rischi) in cui il rischio microclima deve essere obbligatoriamente presente. In caso di rischio da microclima è inoltre opportuno nominare un Medico Competente Aziendale, da affincarsi al tecnico ed al consulente esperto di microclima al fine di effettuare le visite sanitarie e verificare l’idoneità alla mansione per gli operatori che si trovino ad operare in condizioni di stress microclimatico.  Laborad dispone di una centralina microclimatica dotata di sonde in grado di registrare tutti i necessari parametri microclimatici e, grazie a software specifici per il microclima, effettua l’analisi dei dati ottenuti per fornire una valutazione delle condizioni microclimatiche e suggerimenti su come migliorarle per dare maggior comfort ai lavoratori. E’ infatti possibile valutare non solo la sensazione microclimatica che la persona potrebbe riferire in quell’ambiente, ma anche il rischio di sviluppare malattie da congelamento, ipotermia, ipertermia o colpo di calore quando il microclima del posto di lavoro diventa severo. Sempre tramite il software di analisi microclimatica è possibile calcolare, per ogni singolo parametro microclimatico (es. temperatura, umidità, velocità dell’aria), la necessaria correzione per ricondurre l’ambiente in condizioni di benessere microclimatico ottimale, riducendo pertanto lo stress da microclima e le sue conseguenze sulla salute del lavoratore.

Per richiedere una valutazione dei rischi del vostro ambiente di lavoro o anche solo una misura di microclima, contattate i nostri consulenti nella sezione contatta l’esperto Laborad.

NORMATIVA IN VIGORE

Decreto Legislativo n.81 del 09/04/2008 (allegato IV punto 1.9 Microclima): Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Normativa Tecnica

– UNI EN ISO 7730:2006
Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di benessere termico.

– UNI EN 27243:1996
Ambienti caldi. Valutazione dello stress termico per l’uomo negli ambienti di lavoro, basata sull’indice WBGT (temperatura a bulbo umido e del globotermometro).

– UNI EN ISO 7933:2005
Ergonomia dell’ambiente termico – Determinazione analitica ed interpretazione dello stress termico da calore mediante il calcolo della sollecitazione termica prevedibile

– UNI EN ISO 8996:2005
Ergonomia dell’ambiente termico – Determinazione del metabolismo energetico

– UNI EN ISO 7726:2002
Ergonomia degli ambienti termici – Strumenti per la misurazione delle grandezze fisiche.

– UNI EN ISO 11079:2008
Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione e interpretazione dello stress termico da freddo con l’utilizzo dell’isolamento termico dell’abbigliamento richiesto (IREQ) e degli effetti del raffreddamento locale.

Linee Guida

•  Analisi microclima, valutazione comfort microclimaticoMicroclima, areazione e illuminazione nei luoghi di lavoro. Requisiti e standard. Indicazioni operative e progettuali.

 

 

•    Obbligo misure microclima. Decreto legge 81.Linee guida qualità dell’aria e inquinanti indoor. Linee guida Ministero Sanità

Nell’ambito delle valutazioni sul microclima, per incontrare le richieste dei clienti che sempre più desiderano avere una panoramica completa dello stato di salubrità dell’ambiente di lavoro, Laborad esegue anche misure di illuminamento e verifiche della qualità dell’aria relativamente agli inquinanti chimici (anidride carbonica, monossido di carbonio, idrogeno solforato, VOC, amianto, Radon) e microbiologici (il laboratorio interno Laborad è in grado di valutare carica batterica, Legionella spp, muffe, lieviti, acari ecc.) al fine di dare una consulenza completa per il raggiungimento dei requisiti di conformità degli ambienti di lavoro (ai sensi del D.Lgs 81/08 Titolo II Capo I).

rspp prevenzione protezione

Assunzione dell’incarico di RSPP

rspp prevenzione protezione

Cosa significa la sigla RSPP?

L’RSPP è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Si tratta di una figura introdotta dal Decreto 626 del 1994, recepimento di diverse Direttive Europee riguardanti il miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori. Si tratta di un professionista, esperto in Sicurezza (Safety), che è designato dal Datore di Lavoro alla gestione e coordinamento delle attività del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) in un’azienda. Il Servizio di Prevenzione e Protezione è l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori, come descritto dal D.Lgs. 81/2008.

Chi può svolgere il ruolo di RSPP?

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è una persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali per gestire e coordinare i diversi aspetti della sicurezza e salute sul lavoro all’interno di un’azienda. L’RSPP deve aver seguito un corso di formazione i cui contenuti e durata dipendono dal settore produttivo o macrosettore ATECO dell’azienda in cui svolgerà il suo ruolo. La formazione, inoltre, deve essere periodicamente ripetuta (aggiornamento quinquennale) seguendo corsi di aggiornamento. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione non deve necessariamente essere un dipendente dell’azienda; è possibile nominare un RSPP esterno, qualora sia in possesso dei requisiti necessari per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Anche il Datore di Lavoro può decidere di assumere personalmente il ruolo di RSPP, dopo aver seguito l’apposito corso di formazione per Datori di Lavoro con ruolo di RSPP; tale scelta può consentire un rapido risparmio di denaro, ma prevede che il Datore di Lavoro sia costantemente aggiornato sulla normativa in vigore in merito di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e che si assuma personalmente la responsabilità di gestire tutti gli aspetti della sicurezza aziendale.

È obbligatorio avere un RSPP in azienda?

La nomina dell’RSPP è uno degli obblighi non delegabili del Datore di Lavoro. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, che può essere anche un soggetto esterno all’azienda, collabora con il Datore di Lavoro, il medico competente ed il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) alla realizzazione del documento di valutazione dei rischi (DVR). La mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, insieme alla mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, è causa delle più gravi sanzioni contro il Datore di Lavoro e l’azienda in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro. Un’azienda priva di DVR e RSPP rischia di chiudere al primo controllo!

Come può aiutarmi Laborad?

I professionisti Laborad ricoprono il ruolo di RSPP da numerosi anni, in aziende di comparti molto differenti; l’assunzione di un tale incarico richiede la frequenza di corsi di formazione, esperienza e professionalità, doti che non è possibile improvvisare. I professionisti Laborad sono a disposizione per l’assunzione dell’incarico di RSPP presso le aziende in modo specifico per ogni macrosettore ATECO di appartenenza. Per i Datori di Lavoro che vogliano assumere personalmente il ruolo di RSPP, Laborad è a disposizione per seguire la formazione necessaria per svolgere tale compito. Laborad può, inoltre, assistervi in ogni passaggio della Valutazione e della Gestione dei rischi lavorativi, per garantire salute e sicurezza sul lavoro.

Per ulteriori informazioni e per scoprire quanto puoi risparmiare nominando un RSPP esterno qualificato Laborad, contatta i nostri esperti per un preventivo gratuito.

 

datore di lavoro obbligo nomina rsppD. Lgs. 81/08 – Art. 2

sicurezza aziendale

DVR e Gestione della sicurezza aziendale

sicurezza aziendale

Con il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 (D.Lgs. 81/08), “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”, è richiesto alle aziende di compilare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), pena la sospensione dell’attività.

 

Nel DVR devono essere inseriti necessariamente una relazione di valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, che specifichi chiaramente i criteri adottati per la valutazione, le misure di prevenzione e protezione adottate a seguito della valutazione, il programma di misure previste per garantire il continuo miglioramento della sicurezza aziendale, le procedure individuate per l’attuazione delle misure e i ruoli in azienda deputati a provvedere a ciò, nonché i nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e del Medico Competente (MC). Inoltre nel Documento Valutazione Rischi devono essere indicate le mansioni dei lavoratori soggetti a rischi specifici.

PREZZI
Laborad può fornire DVR redatti secondo procedure standard a partire da € 300,00 + IVA.

Gli esperti Laborad hanno esperienza pluriennale nella gestione di tutti gli aspetti della sicurezza aziendale per tutelare la salute dei lavoratori ed evitare ben più costose sanzioni; i nostri tecnici, inoltre, possono effettuare con gli strumenti certificati in dotazione alla Laborad le misure necessarie per l’efficace valutazione del rischio.

 

Richiedete ulteriori informazioni o un preventivo gratuito per la compilazione del documento valutazione rischi della vostra azienda nella sezione contatta l’esperto Laborad.

bonifiche schermature elettrosmog radon

Bonifica e schermatura dell’inquinamento da elettrosmog e Radon

bonifiche schermature elettrosmog radonLa bonifica è un intervento di ripristino della salubrità di un edificio che, tramite misurazioni eseguite da professionisti del settore con strumenti certificati, è in una condizione di inquinamento dovuta a varie sorgenti. Laborad si occupa di effettuare interventi di:
È possibile posizionare dei materiali schermanti a protezione dell’ambiente sottoposto ad una fonte di inquinamento per impedire il passaggio delle onde elettromagnetiche. Questi materiali sono progettati in maniera da garantire la massima efficacia protettiva pur risultando perfettamente integrati nell’estetica dell’ambiente. La scelta del materiale deve essere fatta da un professionista competente in seguito ad analisi approfondite dell’ambiente da proteggere e della fonte dell’inquinamento. Una scelta sbagliata, oltre a comportare una spesa inutile per il materiale e gli interventi di installazione, sarebbe totalmente inefficace se non più dannosa dell’inquinamento iniziale.

Un edificio soggetto ad inquinamento da gas Radon è un edificio pericoloso per la salute di chi vi trascorre del tempo. Fortunatamente nella maggior parte dei casi è possibile effettuare interventi di bonifica che portano i livelli di Radon ben al di sotto delle soglie di pericolosità identificate dalle istituzioni. In base alla situazione è possibile intervenire riducendo l’ingresso del Radon nell’ambiente o rimuovendo il gas già presente. Un esperto Laborad saprà guidarvi nella scelta tra sistemi di raccolta del gas, installazione di impianti di ventilazione, costruzione di vespai aerati, a seconda del caso. Affidarsi a un esperto Laborad è l’unico modo per ottenere una bonifica efficace ed evitare costosi interventi successivi.

Bonifica da formaldeide, composti organici volatili (VOC), agenti chimici

Nel caso di edifici con inquinamento proveniente da sostanze chimiche è essenziale come prima cosa identificarne la sorgente; si può infatti trattare di inquinanti esterni oppure sostanze emesse da oggetti presenti all’interno dell’ambiente, come ad esempio arredi, vernici o colle, materiali da costruzione. A sorgenti diverse corrispondono metodiche di bonifica diverse, da valutare caso per caso grazie all’aiuto di un tecnico Laborad esperto del settore che vi seguirà in ogni fase della progettazione e realizzazione del sistema.

 SCHERMATURE

Nei casi in cui la misura professionale abbia riscontrato una situazione di inquinamento elettromagnetico, è spesso possibile elaborare diverse soluzioni per risolvere il problema, attraverso la progettazione e l’installazione di sistemi di schermatura.
Nel primo passaggio Laborad verifica il grado di inquinamento e l’identifica la sorgente e il percorso di accesso nell’ambiente delle onde elettromagnetiche.
Laborad sarà quindi in grado di seguire tutto l’iter tecnico e legale di bonifica dei fuori norma e/o di progettazione e realizzazione di sistemi di schermatura in grado di proteggere dalla sorgente dell’inquinamento elettromagnetico.
La schermatura è infatti un sistema semplice ed economico e dal basso impatto estetico in grado di proteggere l’ambiente dalle radiazioni entranti attraverso pavimenti, pareti, finestre.
Contattateci per un preventivo gratuito dell’intervento di schermatura nella sezione: Contatta l’esperto Laborad.