Prevenzione Incendi

 

È stato pubblicato il 22 settembre sulla G.U. il D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, riguardante lo Schema di regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi.

Il nuovo regolamento, recependo quanto previsto dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122 in materia di snellimento dell’attività amministrativa, individua le attività soggette alla disciplina della prevenzione incendi ed opera una sostanziale semplificazione relativamente agli adempimenti da parte dei soggetti interessati.

La nuova disciplina tiene ovviamente conto degli effetti che l’avvento della segnalazione certificata di inizio attività (legge n. 122/2010) dispiega, seppure con le limitazioni già descritte, sui procedimenti di competenza del Corpo Nazionale, nonché di quanto previsto dal regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le attività produttive (S.U.A.P.), di cui al D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160. Continua a leggere

Valutazione rischio elettromagnetico

 

DIRETTIVA 2012/11/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 19 aprile 2012 che modifica la direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (18a direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)

esperto qualificato laborad radioprotezione

Esperto Qualificato Laborad in Radioprotezione

esperto qualificato laborad radioprotezioneL’Esperto Qualificato (EQ) è in Italia il professionista che si occupa della Radioprotezione dei lavoratori e della popolazione.

Le competenze dell’Esperto Qualificato Laborad sono indicate nel D. Lgs. 230/95 (successivamente modificato e integrato dai D. Lgs. 241/2000 e D. Lgs. 257/2001 ed altri), dove è definito come:

« persona che possiede le cognizioni e l’addestramento necessari sia per effettuare misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico o radiotossicologico, sia per assicurare il corretto funzionamento dei dispositivi di protezione, sia per fornire tutte le altre indicazioni e formulare provvedimenti atti a garantire la sorveglianza fisica della protezione dei lavoratori e della popolazione. »

L’Esperto Qualificato Laborad è un consulente del Datore di Lavoro, dal quale riceve, tramite nomina, l’incarico esclusivo della garanzia della sorveglianza radiologica.

Il titolo di Esperto Qualificato si consegue sostenendo un esame orale presso il Ministero del Lavoro, sulla base di un programma di studio, nell’ambito della radioprotezione, definito dalla legge, e riportato in dettaglio nell’Allegato V del D. Lgs. 230/95.

Sono previsti tre gradi di abilitazione:

  1. I grado: per la sorveglianza fisica delle sorgenti costituite da apparecchi radiologici che accelerano elettroni con tensione massima, applicata al tubo, inferiore a 400 keV;
  2. II grado: per la sorveglianza fisica delle sorgenti costituite da macchine radiogene con energia degli elettroni accelerati compresa tra 400 keV e 10 MeV, o da materie radioattive, incluse le sorgenti di neutroni la cui produzione media nel tempo, su tutto l’angolo solido, sia non superiore a 10^4 neutroni al secondo;
  3. III grado: per la sorveglianza fisica degli impianti nucleari e delle altre sorgenti di radiazioni diverse dalle precedenti.

L’Esperto Qualificato Laborad è a disposizione per l’assolvimento degli obblighi in materia di radioprotezione.

Per maggiori informazioni, contatta l’esperto Laborad.

 

 

D. Lgs. 230/95 – Allegato V

piano antenne RISE elettrosmog

Piano delle antenne (RISE) e misura dell’elettrosmog

piano antenne RISE elettrosmog Ogni Comune può adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici (elettrosmog). Lo sancisce la Legge n.36 del 22.02.2001 all’Art. 8 comma 6 (Legge Quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici).

In pratica tale Regolamento per l’Insediamento delle Sorgenti Elettromagnetiche (RISE), spesso impropriamente denominato “Piano delle antenne“, costituisce l’unico strumento attraverso il quale il Comune può indirizzare le installazioni di antenne di vario genere in una determinata aerea piuttosto che in un’altra. Senza tale regolamento chi volesse installare antenne, in base a quanto stabilito dal “Codice delle comunicazioni elettroniche: D. Lgs. 01.08.2003 n.259”,  può farlo con una semplice comunicazione di DIA e il Comune non può eccepire nulla, essendo le antenne dislocabili sul territorio con il “solo” rispetto delle norme sulla pianificazione urbanistica (ex Art. 86 c.2).

Il RISE permette invece al Comune l’esercizio del potere di pianificazione urbanistica del proprio territorio, regolamentando la localizzazione delle sorgenti elettromagnetiche in determinati ambiti, sempre che sia in tal modo assicurato l’interesse di rilievo nazionale ad una capillare distribuzione del servizio, senza però trascurare l’inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) prodotto dalle nuove installazioni.

Laborad mette a disposizione delle amministrazioni comunali la propria esperienza nella realizzazione di un Regolamento (RISE) inattaccabile dal punto di vista tecnico e giuridico.

 

Laborad fornisce inoltre servizi di misurazione dell’inquinamento elettromagnetico sul territorio (elettrosmog) per la verifica del rispetto dei limiti di legge e della tutela della salute dei cittadini alle radiazioni elettromagnetiche (radiazioni non ionizzanti – NIR).

Per ulteriori informazioni e per ricevere un preventivo contattate l’esperto Laborad.

monitoraggio gas radon edifici materiali

Monitoraggio del Gas Radon negli edifici e nei materiali

monitoraggio gas radon edifici materialiLa concentrazione di Gas Radon negli edifici dipende da molti fattori: dalla presenza di Uranio o Torio nel sottosuolo e/o nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalla morfologia e dalla tipologia del terreno, dall’utilizzo di acque di pozzo e dalle abitudini di vita. Anche in aree dove generalmente si riscontrano basse concentrazioni di gas Radon esiste la possibilità che in alcuni edifici vi sia una presenza elevata di questo gas radioattivo (ad esempio in edifici costruiti con intonaci pozzolanici, tufo o arredati con pietre vulcaniche, graniti, ecc.) dove si possono misurare elevati livelli di Radon anche ai piani più alti.
Le tecnologie costruttive degli edifici e i materiali utilizzati influenzano molto i livelli di Radon che si misurano poi nell’edificio.

La conoscenza del territorio e il monitoraggio della quantità di gas Radon che viene dal sottosuolo o quanto gas Radon rilasciano i materiali da costruzione generalmente utilizzati sul territorio aiuta le amministrazioni a pianificare gli interventi e tutelare la salute dei proprio concittadini.

Per questo Laborad promuove il monitoraggio del gas Radon presso le amministrazioni comunali in collaborazione con la Società Italiana Radon al fine di offrire il migliore servizio possibile alle Amministrazioni Comunali per la tutela della salute di tutti i cittadini, specialmente nelle zone ad alto rischio di presenza di gas tellurici.

Per informazioni e per un preventivo gratuito, contattate l’esperto Laborad.

indagini territorio inquinamento elettromagnetico radioattivo

Indagini del territorio: inquinamento elettromagnetico e radioattivo

 indagini territorio inquinamento elettromagnetico radioattivoGrazie alla tecnologia satellitare, Laborad realizza indagini del territorio anche su zone molto estese, creando carte del rischio precise e dettagliate e delimitando con la massima riproducibilità zone individuate in base ai parametri scelti dal committente.

Siamo specializzati in:
• Piani comunali di zonizzazione acustica, occupandoci anche delle pratiche amministrative (legge 447/1995)

Regolamento per l’Insediamento delle Sorgenti Elettromagentiche (megllio noto come “Piano delle antenne” per l’individuazione e la caratterizzazione dei livello di inquinamento elettromagnetico prodotto dai sistemi di telefonia mobile o da impianti di ricetrasmissione come radio, TV, ecc. e per la regolamentazione della loro ditrubuzione sul territorio comunale (Legge 36/2001)

• Mappature del territorio per l’individuazione delle zone a rischio soggette a inquinamento radioattivo per emissioni di gas radon (D. Lgs. 241/2000) e per al presenza di sostanze radioattive naturali e/o artificali.

Inoltre installiamo e gestiamo centraline di monitoraggio fisse e mobili, garantendo l’accesso ai dati in tempo reale 24 ore su 24 e seguendo direttamente eventuali situazioni di allarme su tutto il territorio nazionale.

Per richiedere ulteriori informazioni contattate l’esperto Laborad.

emissioni in atmosfera

Emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera

 emissioni in atmosferaIl D. Lgs. n. 152 del 03/04/2006 Parte V (Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività), si applica agli impianti, inclusi gli impianti termici civili ed alle attività che producono emissioni in atmosfera, in conseguenza degli effetti di alcune sostanze sulla qualità dell’aria.

 

Laborad vi ricorda che le Ditte hanno l’obbligo di:
– presentare domanda di autorizzazione per nuovi impianti e per modifiche di impianti esistenti ai sensi dell’art. 269 e dell’art. 275 con procedura ordinaria
– comunicare le modifiche non sostanziali ai sensi dell’art. 269 comma 8
– comunicare i cambiamenti di ragione sociale

Laborad vi ricorda che le Ditte hanno facoltà di:
– comunicare la presenza di impianti/attività ad inquinamento atmosferico scarsamente rilevante ai sensi dell’art. 272 comma 1
– aderire alle autorizzazioni a carattere generale rilasciate dalla Provincia per particolari categorie di impianti/attività ai sensi dell’art. 272 comma 2

 

Le autorizzazioni hanno validità 15 anni.
La domanda di rinnovo per gli impianti autorizzati con procedura ordinaria deve essere presentata almeno un anno prima della scadenza.

 

Laborad mette a disposizione delle aziende i propri tecnici per lo svolgimento della pratica di autorizzazione o rinnovo presso la Provincia. Chi produce gas inquinanti rischia pesanti sanzioni, qualora non abbia le opportune autorizzazioni.

Per ulteriori informazioni sull’inquinamento atmosferico prodotto dalla tua azienda o per un preventivo gratuito, contatta l’esperto Laborad.

progettazione impianti

Progettazione impianti

 progettazione impiantiL’applicazione delle normative che disciplinano la sicurezza del lavoro, la tutela dell’ambiente e la prevenzione dei rischi, nonché l’adeguamento alle stesse norme delle strutture produttive, richiede specifiche competenze nell’analisi e nella progettazione di tutti gli impianti, che siano impianti di bonifica ambientale da inquinanti come il radon, impianti elettrici, impianti termici, impianti fotovoltaici o antincendio o impianti industriali o chimici.
Dalla professionalità e dall’accuratezza del progetto dipenderanno in seguito sia i costi delle opere di bonifica, e sia gli standard di qualità del lavoro ultimato e, di conseguenza, il risultato produttivo dell’azienda.

Laborad mette a disposizione delle aziende che necessitano di interventi di bonifica ambientale un team di esperti in progettazione impianti specializzati in tecniche di gestione e di riduzione dei rischi correlati alle attività produttive, garantendo così continuità nel tempo e qualità dei servizi.
I professionisti Laborad sono specializzati negli ambiti di sicurezza del lavoro, tutela ambientale, prevenzione dei rischi chimico-fisico-biologici e nella bonifica degli ambienti di vita e di lavoro.
Gli esperti Laborad sono inoltre a disposizione per la realizzazione di corsi di aggiornamento e di informazione sui principali temi della sicurezza aziendale. Contatta Laborad per maggiori informazioni o per un preventivo gratuito per impianti di bonifica ambientale.

radiazioni ottiche artificiali

Misure di Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)

 radiazioni ottiche artificialiL’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali (ROA) è uno dei rischi da valutare nell’ambito degli adempimenti richiesti dal Decreto Legislativo 81 del 2008, come indicato nel Titolo VIII, Capo V. Il decreto recepisce la normativa sulle “Prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche artificiali)” 2006/25/CE.

 

Le ROA sono radiazioni prodotte da sorgenti luminose artificiali che coprono l’intero spettro, da lunghezze d’onda di 100 nm (radiazioni ultraviolette UV-C) a 1 mm (l’infrarosso IR-C), includendo l’intervallo della luce visibile. Le ROA si dividono ulteriormente in radiazioni ottiche artificiali incoerenti e radiazioni ottiche artificiali coerenti (i LASER). Le radiazioni ottiche artificiali possono provenire da saldatrici e strumenti per lavori di saldatura, strumenti Laser, lampade, LED, sorgenti di luce blu. Molte sorgenti di radiazioni ottiche artificiali possono essere considerate giustificabili e pertanto non richiedono accorgimenti particolari nell’uso, ma è sempre necessario valutare ogni sorgente di ROA per garantire la protezione da rischi professionali dovuti all’esposizione a queste radiazioni.

Le radiazioni ottiche artificiali sono dannose per l’uomo perché un’esposizione eccessiva danneggia, a vari livelli di gravità in base al tipo e entità delle radiazioni ottiche artificiali e alla sensibilità individuale, l’occhio (cristallino, cornea, retina) e la cute, provocando ustioni, cataratta, fotosensibilizzazione o altre manifestazioni patologiche. È quindi necessario valutare i livelli di ROA emesse, la tipologia delle radiazioni e i tempi e modalità di esposizione. Il processo di valutazione parte dall’analisi delle caratteristiche della sorgente, che può essere giustificabile qualora l’esposizione sia sicuramente al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa, e in casi specifici può richiedere la misurazione delle radiazioni ottiche artificiali da parte di un tecnico specializzato con apposita strumentazione.

 

Tutte le sorgenti luminose, non considerando il sole, emettono radiazioni ottiche artificiali. La maggior parte di esse è perfettamente sicura, in condizioni normali, ma possono provocare danni in casi particolari. Anche la luce blu, una radiazione normalmente presente nello spettro visibile, può comportare problemi agli occhi in condizioni di sovraesposizione, nonché disturbi neurologici come l’alterazione del ritmo sonno-veglia. Le sorgenti giustificabili, normalmente presenti in ambienti di lavoro, sono sicure e non comportano rischi per la normale esposizione; spesso, però, non è possibile conoscere a priori il livello di rischio comportato da una sorgente di radiazioni ottiche artificiali, pertanto è necessario effettuare una valutazione del rischio tramite analisi documentale o la misura delle ROA.

 

Altro discorso vale per le sorgenti di radiazioni ottiche artificiali presenti in particolari settori produttivi, come ad esempio i laser, che richiedono specifiche attenzioni in considerazione dei rischi a cui espongono. In base all’esperienza Laborad, i laser sono spesso usati in ambito clinico, come nel caso dei laser medicali e fisioterapici, pertanto è opportuno valutare l’esposizione professionale di coloro che usano queste sorgenti luminose di radiazioni ottiche artificiali (ROA) per prevenire malattie professionali e cause di servizio, nonché danni gravissimi ai pazienti.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI

La misurazione delle radiazioni ottiche artificiali non giustificabili, funzionali alla corretta valutazione del rischio, devono essere eseguite da un professionista, come i tecnici Laborad, tramite uno spettroradiometro o un radiometro a banda larga, al fine di verificare il rispetto dei valori limite indicati dalla normativa vigente (D.Lgs 81/08 Allegato XXXVII); ciò si applica sia alle radiazioni ottiche artificiali incoerenti che alle radiazioni ottiche artificiali coerenti (laser).

Per richiedere ulteriori informazioni o ricevere un preventivo gratuito personalizzato sulle vostre esigenze, consultate la sezione contatta l’esperto Laborad.

 

radiazioni ottiche artificiali saldatriceD. Lgs. 81/08 – Titolo VIII – Capo V

nuove linee guida legionellosi legionella spp laborad

Rischio Biologico (batteri, muffe, Legionella)

Indice dei Contenuti

nuove linee guida legionellosi legionella spp laboradLegionella

Cos’è la Legionella?

Le Legionelle sono un gruppo di batteri Gram-negativi patogeni che include la specie Legionella pneumophila, responsabili di patologie dette legionellosi. Tra le patologie da Legionella si annoverano la malattia del Legionario, una grave polmonite che in taluni casi si rivela fatale, e la febbre di Pontiac, simile a un’influenza.

 Legionellosi: sintomi, diagnosi e trattamento

I sintomi più frequenti di un’infezione da Legionella sono febbre alta e persistente, tosse, cefalea e mialgia. La diagnosi di legionellosi viene effettuata, quando non è scambiata per una normale influenza e si risolve da sola, tramite ricerca del patogeno nell’espettorato o ricerca dell’antigene nelle urine. In base al tipo di legionellosi contratta, la terapia generalmente può essere di tipo sintomatico nel caso della febbre di Pontiac, o tramite antibiotici per la malattia del legionario. Il medico può optare per una terapia della legionellosi di tipo diverso, qualora il caso lo richieda; in pazienti immunodepressi, bambini, donne in gravidanza o soggetti con patologie concomitanti, infatti, la Legionella può provocare patologie più complesse

Legionella: dove si trova?

Questi microrganismi sono presenti in un gran numero di ambienti, prevalentemente acquatici (es. sorgenti, anche termali), e se ne distinguono oltre 50 specie e 70 sierogruppi. Attraverso le tubature le Legionelle possono spostarsi dall’ambiente d’origine agli impianti idrici, dove possono incontrare condizioni favorevoli alla proliferazione. Ciò avviene prevalentemente in presenza di acqua stagnante con incrostazioni, sedimenti o biofilm.

I luoghi in cui possono con maggiore frequenza verificarsi proliferazione e accumulo di Legionella sono l’interno delle tubazioni (in particolare nel caso di condotte danneggiate o contenenti depositi), serbatoi d’accumulo, torri di raffreddamento, terminali di distribuzione. Anche i sistemi idrici d’emergenza (docce di decontaminazione, sprinkler antincendio) possono essere sedi di contaminazione, così come tutto ciò che produce acqua nebulizzata, come impianti di condizionamento dell’aria o sistemi a spruzzo. Anche le fontane decorative che spruzzano acqua possono permettere la proliferazione della Legionella, in particolare quelle funzionanti ad intermittenza.

Legionella: misure di prevenzione

La prevenzione della contaminazione da Legionella deve essere effettuata primariamente dai responsabili degli impianti; gli utenti, tuttavia, possono fare piccole manovre di prevenzione, ad esempio lasciando scorrere per qualche minuto l’acqua dei rubinetti nei bagni della camera di albergo all’inizio del soggiorno, sia fredda che calda alla massima temperatura possibile. La prevenzione di Legionella in casa, invece, può essere fatta assicurandosi di tenere la temperatura dell’acqua calda oltre i 55°C (eventualmente con valvole di miscelazione in corrispondenza dei rubinetti, per la sicurezza dei bambini) e provvedendo periodicamente all’igienizzazione dei condizionatori, per evitare la proliferazione dei batteri all’interno delle condotte e dei filtri del condizionatore.

 

Limiti di legge per la Legionella

 

Le linee guida attualmente in vigore, stilate dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 7 maggio 2015, stabiliscono i livelli soglia per i provvedimenti da attuare in risposta alla contaminazione da Legionella. Questi limiti si applicano in particolare a strutture turistico-ricettive, stabilimenti termali e strutture sanitarie e per quanto riguarda la salubrità di vasche e piscine idromassaggio, impianti idrosanitari ed aeraulici e torri di raffreddamento.
Le linee guida stabiliscono inoltre le procedure seguite da Laborad e gli intervalli di tempo per il monitoraggio e la valutazione del rischio legato all’esposizione alle Legionelle. Il mancato rispetto di quanto prescritto espone a rischi per la salute e conseguenze spiacevoli per datori di lavoro e responsabili delle strutture interessate.

Per maggiori informazioni sulla normativa specifica per la vostra azienda e richiedere un preventivo gratuito, è possibile consultare la sezione “contatta l’esperto Laborad“.

NORMATIVA

 

Linee-guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi – Conferenza Stato-Regioni, seduta del 7 maggio 2015

LO SAPEVI CHE…

 

In base ai risultati complessivi della valutazione del rischio, andrà preparato, anche con l’ausilio di personale tecnico qualificato, un piano di controllo scritto per la manutenzione di ciascun impianto a rischio, che specifichi tutti gli interventi da mettere in atto per controllarlo, con particolare riferimento alle procedure di pulizia e disinfezione e loro relativa periodicità.

RISCHIO BIOLOGICO

batteri muffe rischio biologico

Il rischio biologico: Definizione

Il D. Lgs. 81/08, nell’allegato IV, stabilisce che, per la protezione dal rischio biologico (o biorischio), nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e, quando ciò non sia possibile, con impianti di aerazione. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori. Inoltre, se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia da sporco, batteri e muffe e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. In caso contrario gli impianti di aerazione possono divenire fonte di inquinamento per l’aria dei luoghi di lavoro.

Gli impianti di aerazione possono divenire fonte di inquinamento e comportare un aumento del rischio biologico:

  • quando vi si annidano agenti patogeni quali batteri, muffe o lieviti. In tal caso si rende necessaria un’indagine microbiologica per individuare la presenza di carica microbica in eccesso. Qualora questa venga rintracciata negli impianti o nell’aria dei locali serviti dagli impianti, questi ultimi vanno sottoposti a un’opera di bonifica;
  • quando riprendono l’aria da zone inquinate, per esempio da gas di scarico. In tal caso si rende necessaria un’analisi delle polveri aerodisperse nei locali serviti dagli impianti e/o dei gas tossici e/o delle sostanze chimiche responsabili dell’inquinamento esterno.

batteri legionellaPer valutare il rischio biologico negli ambienti di lavoro, al fine di valutare i livelli generali di contaminazione microbica e quindi di ottenere una stima del grado di salubrità ambientale nei luoghi di lavoro, Laborad effettua nel proprio laboratorio interno l’analisi quantitativa di:

 

1. carica batterica totale psicrofila, indicatore della contaminazione da parte di batteri ambientali;

2. carica batterica totale mesofila, indicatore della contaminazione di batteri di origine umana e animale;

3.  carica fungina totale (muffe e lieviti), un indicatore ambientale molto importante, in quanto è spesso correlato alla presenza di elevata umidità e polverosità, ridotta ventilazione e scarsa qualità dell’aria. Alcune muffe sono responsabili di patologie infettive sull’uomo, nonché di reazioni di ipersensibilità, forme allergiche o tossiche.

Aziende a rischio biologico

 

Come detto, qualsiasi azienda in cui sia presente un impianto di ventilazione o condizionamento è soggetta a rischio biologico da legionella e altri batteri patogeni. Vi sono tuttavia alcune tipologie di aziende particolarmente a rischio, poiché i lavoratori svolgono attività con uso deliberato di batteri, muffe, lieviti o altri microrganismi (laboratori di analisi, laboratori di ricerca, stabilimenti di trattamento rifiuti) o attività che comportano un aumento del rischio di entrare in contatto con agenti patogeni (aziende ospedaliere, industrie alimentari, operatori socio-sanitari OSS). Per tali categorie, la valutazione del rischio è di importanza cruciale per la tutela della salute dei lavoratori.

Per ulteriori esigenze e per valutare il rischio biologico derivante da altre cause, i biologi Laborad sono a disposizione per informazioni e per un preventivo gratuito.

Per richiedere un contatto gratuito vai alla sezione “contatta l’esperto Laborad“.

rischio biologico legionellaD. Lgs. 81/08 – Allegato IV