Nuovi obblighi di legge per chi importa metalli

Da Luglio 2022 entrano in vigore nuovi obblighi di legge per chi importa metalli (sia rottami che semilavorati o anche prodotti finiti).

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Nuovi obblighi di legge per chi importa metalli

E’ entrato in vigore il D.L. 17/2022 che emana NUOVE NORME SULL’IMPORTAZIONE, RACCOLTA E DEPOSITO DI MATERIALI METALLICI ed aggiunge NUOVE DISPOSIZIONI PER LA SORVEGLIANZA RADIOMETRICA.

Questi nuovi obblighi di legge per chi importa metalli mi riguardano?

Nuovi obblighi per chi importa metalli

Radioattività e metalli

Se la tua azienda si occupa di:

  • importazione, raccolta, deposito od operazioni di fusione di rottami e altri materiali metallici di risulta?
  • Importazione di prodotti semilavorati metallici o prodotti finiti in metallo?

Allora ci sono Nuovi obblighi per te che importi metalli, semilavorati o prodotti finiti in metallo!

Cosa impone la legge a chi importa metalli ?

L’articolo 40 del decreto legge n. 17/2022 (convertito in Legge n. 34/2022) stabilisce l’obbligo di provvedere alla sorveglianza radiometrica dei materiali metallici, per:

  • la valutazione dei livelli di radioattività
  • la verifica di un eventuale scostamento rispetto al fondo di radiazione naturale (potenzialmente dovuto alla presenza di sorgenti radioattive cosiddette “orfane” o dismesse).

Cosa devo fare per verificare se i metalli che importo sono radioattivi?

Per adempiere ai nuovi obblighi per chi importa metalli, bisogna incaricare un Esperto di Radioprotezione di II o III grado che si occuperà sia delle misurazioni radiometriche sui materiali metallici sia di rilasciarti un’attestazione dell’avvenuta sorveglianza radiometrica, così come specificato dal D. Lgs. 101/20, art. 72, comma 2.

Solo per quanto riguarda i prodotti finiti in metallo elencati all’Allegato A – Allegato 2 della Legge n. 34/2022 l’obbligo della sorveglianza radiometrica è subordinato alla trasmissione di una specifica richiesta all’Agenzia delle dogane e dei monopoli da parte delle autorità competenti di cui all’art. 8 del D. Lgs. 101/20. Nell’ipotesi in cui tali prodotti finiti in metallo, importati nei grandi centri di importazione di metallo o presso i principali nodi di transito, siano da sottoporre a sorveglianza radiometrica gli operatori economici sono tenuti all’acquisizione del documento di attestazione di avvenuta sorveglianza radiometrica, rilasciabile da un Esperto di Radioprotezione.

Cosa rischio se non effettuo la prevista sorveglianza radiometrica sui metalli importati?

Se la tua azienda non sta già dadempiendo ai nuovi obblighi per chi importa metalli, richia, secono il D. Lgs. 101/20:

  • l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da euro 3.000,00 ad euro 40.000,00 per le violazioni all’art. 72, comma 1,  per  l’omessa sorveglianza radiometrica per i soggetti coinvolti.
  • l’arresto da uno a due anni o con l’ammenda da euro 45.000,00 ad euro 60.000,00 per le violazioni all’art. 72, comma 5  dove è specificato che nel caso di livelli anomali di radioattività i soggetti che effettuano la sorveglianza radiometrica devono adottare le misure idonee a evitare il rischio di esposizione delle persone e di contaminazione dell’ambiente e devono dare immediata comunicazione al prefetto, agli organi del servizio sanitario nazionale competenti per territorio, al Comando dei vigili del fuoco, alla regione o provincia autonoma di Trento o Bolzano e alle ARPA/APPA competenti per territorio;
  • ’arresto da due a tre anni e con l’ammenda da euro 20.000,00 ad euro 70.000,00 per le violazioni dell’articolo 72, comma 6 (il materiale contaminato eventualmente prodotto a seguito di fusione di materiali contenenti una sorgente orfana non può essere utilizzato, posto sul mercato o smaltito senza l’autorizzazione del Prefetto)

A chi posso rivolgermi per mettermi in regola con l’importazione metalli?

In Laborad siamo dotati di Esperti di Radioprotezione con le competenze necessarie ad offrire il servizio di sorveglianza radiometrica!

Contattaci allo 0695599588 per maggiori informazioni su queste novità legislative per chi importa o lavora metalli o per richiedere un preventivo gratuito.

Dove posso trovare le norme citate in questo articolo sui nuovi obblighi per chi importa metalli ?

Qui di seguito puoi scaricare l’Allegato A – Allegato 2 della Legge n. 34/2022, che elenca tutti i prodotti semilavorati metallici e i prodotti finiti in metallo interessati dalle disposizioni in materia di sorveglianza radiometrica, e l’Allegato A – Allegato 3 della medesima legge, nel quale sono indicati i grandi centri di importazione di metallo o i principali nodi di transito.

Radiazioni Ionizzanti, Radon e Materiali Radioattivi: nuovo decreto 101/2020

Radiazioni Ionizzanti, Radon e Materiali Radioattivi

Recepita la direttiva 2013/59/EURATOM sulle Radiazioni Ionizzanti e il Radon in Italia

IL D.Lgs 101/2020,  il Radon e le radiazioni ionizzanti nei materiali edili

Radiazioni Ionizzanti, Radon e Materiali Radioattivi: il 27 Agosto 2020 è entrato in  vigore il nuovo Decreto 101/2020.

Il decreto 101/2020 del 31 luglio 2020 stabilisce nuove norme di protezione contro i  pericoli derivanti dall’esposizione alle Radiazioni Ionizzanti, dal Radon e dai Materiali da Costruzione Radioattivi.

Il nuovo Decreto su Radiazioni Ionizzanti, Radon e Materiali Radioattivi usati negli edifici introduce diverse novità per privati cittadini, costruttori edili, professionisti, aziende e lavoratori. Tutti noi siamo infatti ci esponiamo ogni giorno a radiazioni ionizzanti, semplicemente stando a casa, sul luogo di lavoro, frequentando edifici pubblici o magari rilassandoci alle terme!

Ci esponiamo a radiazioni ionizzanti anche camminando su un pavimento di porfido, sedendoci su una panchina di granito, entrando nella nostra casa costruita in tufo e pozzolana (materiali edili radioattivi) o respirando il Radon che sale dal sottosuolo.

Non tutti sano che una delle principali sorgenti di esposizione a radioattività è il Radon

Mappa della radioattività da Radon in Italia. Radiazioni Ionizzanti, Radon e Materiali Radioattivi

Le principali zone a rischio Radon in Italia

IL RADON e le Radiazioni Ionizzanti

Il Radon è un gas radioattivo più pesante dell’aria, incolore, inodore, praticamente impercettibile senza appositi rilevatori. E’ generato nei terreni con un elevato contenuto di Uranio/Radio quali tufi, pozzolane, alcuni graniti e rocce di origine vulcanica molto abbondanti in alcune regioni Italiane come: Lombardia,  Veneto,  Lazio,  Campania,  Sicilia e molte altre. Il Radon è un gas e, in quanto tale, può infiltrarsi attraverso fessure e crepe, attraversare materiali porosi, dissolversi nell’acqua e penetrare così negli edifici. I nuovi edifici di oggi, con porte ed infissi sempre più efficienti sono “quasi” ermetici e riducono drasticamente il ricambio d’aria. Questo favorisce un accumulo di Radon che può essere respirato e continuare il suo “decadimento” radioattivo all’interno dell’organismo, con grande danno alla salute.
Il Radon è infatti una delle principali cause di cancro al polmone.

Il Decreto Legislativo n.101/2020 fissa nuovi livelli di riferimento, in termini di concentrazione media annua di Radon in aria, e sono:

  • per le abitazioni esistenti ed i luoghi di lavoro, 300 Bq/m3
  • per le abitazioni che saranno costruite dopo il 31/12/2024, 200 Bq/m3

 COME PROTEGGERSI DAL RADON ? Il nuovo D.Lgs. 101/2020.

Cosa dobbiamo fare? Tutte le attività (luoghi di lavoro) individuate all’art.16 del Decreto 101/2020 (come ad esempio i luoghi di lavoro in interrato) devono effettuare le misurazioni di concentrazione media annua di attività di Radon in aria. I proprietari di immobili (ad uso abitativo) sono incentivati ad effettuare le misurazioni della concentrazione di Radon nell’ambiente chiuso al fine di tutelarsi contro l’esposizione a tale gas, soprattutto in zone ad elevato rischio di Radon.

Il Decreto Legislativo 101/20 introduce inoltre obblighi per chi produce e vende materiali da costruzione che devono ora rispettare limiti massimi di radiazioni gamma emesse:  è bene tenerlo presente in questo periodo in cui il Decreto rilancio (DL. n.34 del 19/05/2020), introducendo un Superbonus del 110% per le ristrutturazioni edilizie, sta stimolando il settore edile, anche per evitare di farsi introdurre in casa materiali  radioattivi “fuori norma” molto pericolosi per la salute.

Disinfezione a Gas

DISINFEZIONE ALL’OZONO

Disinfezione con ozonizzzatori al plasma freddo di ossigeno

Disinfezione con Ozono

L’Ozono è una forma instabile dell’ossigeno prodotto in natura da fulmini e radiazioni solari ultraviolette ed è una delle molecole naturali con il più forte potere ossidante (l’Ozono ha quasi il doppio del potere ossidante del cloro). L’Ozono distrugge rapidamente virus e batteri e viene da anni impiegato nella purificazione dell’acqua. Il Ministero della Salute si è espresso più volte favorevolmente all’utilizzo dell’Ozono, anche in ambienti destinati a contenere alimenti (es. parere C.N.S.A. – 27 ottobre 2010). Da oltre venti anni, l’Ozono è stato riconosciuto dal Ministero della Salute (PROTOCOLLO N. 24482 DEL 31 LUGLIO 1996) “PRESIDIO NATURALE PER LA STERILIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI CONTAMINATI DA BATTERI, VIRUS, SPORE ECC. E INFESTATI DA ACARI, INSETTI, ECC.”

La sanificazione con Ozono è efficace, ecocompatibile ed a basso impatto ambientale.

Approfondisci qui: DISINFEZIONI OZONO

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Tecniche di sanificazione a confronto

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Sanificazioni e Coronavirus: che fare?

Il tema delle sanificazioni i questi giorni è purtroppo sempre più in voga. Ma quanti sono in grado di distinguere i professionisti veri dagli improvvisati dell’ultimo minuto? e quanto sono in grado di scegliere la tecnica di sanificazione più adatta per la propria azienda, la propria casa o l’automezzo di lavoro o per un costoso yacht?

Proviamo a fare chiarezza confrontando le tecniche di sanificazione.

Come riconosco una ditta autorizzata alle disinfezioni?

Come riconoscere una ditta autorizzata alle dinfezioni?

Come riconoscere una ditta autorizzata alle disinfezioni?

La prima cosa da controllare è che chi vi propone una sanificazione sia regolarmente iscritto in Camera di commercio ed autorizzato per le disinfezioni e le sanificazioni ai sensi del DM 274/1997 (lettere “b” ed “e”). Chiedete pertanto una visura o un certificato di iscrizione in CCIAA e andate a verificare al paragrafo “abilitazioni” che queste caratteristiche siano indicate. Se non lo sono siete probabilmente di fronte ad un’azienda che opera senza e necessarie autorizzazioni, e che probabilmente si sta improvvisando “sanificatore” senza le opportune competenze ed attrezzature.

 

Quale prodotto scegliere contro il COVID-19?

Quale prodotto scegliere contro il COVID-19?

Un’azienda mi propone l’Ozono, l’altra la nebulizzazione di ipoclorito, un’altra ancora il perossido di idrogeno o un sale di ammonio quaternario o la fumigazione, o gli ultravioletti (UV) o il biossido di titanio… di chi mi devo fidare?

Il vero professionista sa distinguere qual è il prodotto più adatto in base all’agente microbico da combattere, alla tipologia dei materiali e di attività svolta nel locale da sanificare e saprà adeguatamente presentare vantaggi e svantaggi di ogni tecnica. Se insiste su una sola tecnica anche di fronte alle vostre richieste di spiegazioni, probabilmente vi sta proponendo l’unica che conosce, indipendentemente da quale sia la più adatta.

Ma quale tecnica è la migliore per combattere i Coronavirus?

Il virus SARS-CoV-2 è un virus relativamente nuovo, apparso su questa terra probabilmente non prima di ottobre 2019 ed è pertanto ancora poco conosciuto. In Italia la Circolare 5443 del Ministero della salute, emanata il 22/02/2020, raccomanda l’uso di “comuni disinfettanti ad uso ospedaliero QUALI ipoclorito di sodio 0,1-0,5%, etanolo 62%-72% o perossido di idrogeno 0,5% per un tempo di contatto adeguato.”. Questo ovviamente non vuol dire che gli altri disinfettanti o Presidi Medico chirurgici siano inefficaci, ma che la loro efficacia sul virus SARS-CoV-2 non è ancora dimostrata e che pertanto vanno usati con cautela e alle concentrazioni e modalità ritenute efficaci su virus simili dalla comunità scientifica.

Esistono infatti numerose situazioni in cui l’utilizzo dei disinfettanti a base acquosa (in pratica tutti quelli raccomandati dal Ministero della Salute) comporta problemi agli arredi (es. soluzioni alcoliche) o alle apparecchiature elettroniche (es. ipoclorito di sodio) o agli impianti antincendio (tutte le nebulizzazioni). Purtroppo non tutti i luoghi di lavoro e gli ospedali sono attrezzati come gli ospedali con arredi resistenti ai disinfettanti e apparecchiature a prova di aerosol.

Ancora una volta è pertanto il professionista che deve valutare pregi, difetti, rischi e limiti di ciascuna tecnica applicati al caso specifico ed all’esigenza del cliente, sulla base delle raccomandazioni del Ministero della Salute, dell’OMS e della letteratura scientifica, nonché della propria esperienza e competenza. Ecco perché non ci si improvvisa impresa di sanificazione in un giorno….

Laborad disinfezioni e sanificazioni – San Cesareo (RM)

Laborad effettua sanificazioni manuali con prodotti a base di cloro (es. ipoclorito di sodio) , persossido di idrogeno (acqua ossigenata) e alcol etilico ed isopropilico (IPA) e con Presidi Medico Chirurgici autorizzati dal Ministero della Salute. Interveniamo in tutta Italia con servizi di Nebulizzazione e Sanificazione con apparati Ultra Low Volume (ULV) e con Ozonizzatori professionali al plasma freddo di ossigeno. Siamo inoltre specializzati nella sanificazione di yacht oltre i 40 metri, natanti, mezzi di soccorso, autobus, ambulanze ecc.

Visita la nostra pagina sulle disinfezioni per maggiori dettagli!

 

Lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati

Il DPR 177/2011 stabilisce che qualsiasi attività lavorativa all’interno di spazi sospetti di inquinamento o confinati (ad esempio serbatoi, silos, cisterne, intercapedini) possa essere svolta unicamente da personale da imprese o lavoratori autonomi qualificati. In particolare è necessario che gli operatori abbiano svolto un opportuno addestramento sulle procedure di lavoro e per l’uso di DPI, strumenti, attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi specifici legati a questo tipo di attività (secondo quanto previsto dagli artt. 66, 121 e all. IV p.3 del D.Lgs 81/08).

 

Laborad dispone di tecnici addestrati per le lavorazioni in spazi confinati e di tutto il materiale necessario per svolgere l’attività in sicurezza.

 

Per favorire le aziende che vogliano qualificare i loro dipendenti attraverso corsi specifici, effettuiamo anche il noleggio della strumentazione di sicurezza a partire da 300€+IVA a settimana (escluse spese di spedizione).

Il kit comprende: tripode (treppiede) di sicurezza in alluminio regolabile in altezza, verricello, arrotolatore anticaduta retrattile 20 mt.

Contattaci per un preventivo gratuito nella sezione contatta l’esperto.

formazione sicurezza lavoro

Formazione in materia di Sicurezza sul Lavoro

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formazione sicurezza lavoroFormare e informare, per un ambiente di lavoro più sicuro

La formazione di tutte le figure aziendali, dal Datore di Lavoro ai lavoratori, è una componente essenziale della gestione della sicurezza sul lavoro.

I corsi per la sicurezza, infatti, oltre a essere obbligatori ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008, sono fondamentali per far comprendere a tutti, a partire dai neoassunti e chi ha subito un recente cambio di mansione, i concetti generali di pericolo nei luoghi di lavoro, i rischi specifici presenti in azienda, le misure di prevenzione e protezione messe in atto dal Datore dl Lavoro e dal Servizio di Prevenzione e Protezione al fine di controllare i rischi e modalità e strumenti per gestire eventuali emergenze.

Chi deve essere formato?

La formazione in materia di Sicurezza sul Lavoro riguarda tutti i soggetti presenti in azienda. La formazione per la sicurezza del Datore di Lavoro, che è diversa qualora il Datore di Lavoro svolga anche compiti di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), è il primo e irrinunciabile passaggio. Devono inoltre essere formati tutti i lavoratori presenti in azienda, indipendentemente dal tipo di contratto (dipendenti a tempo indeterminato o determinato, contratti di somministrazione, stage, apprendistato…); la formazione dei lavoratori prevede una formazione relativa alla sicurezza generale e, qualora l’azienda li presenti, un modulo relativo ai rischi specifici.

Anche l’RSPP deve seguire corsi di formazione specifici, differenziati in base alla tipologia di azienda in cui svolge la sua funzione. È poi necessario formare relativamente alle aree di intervento, gli addetti alle emergenze e primo soccorso, gli RLS e tutti i lavoratori che, nello svolgimento delle loro attività, vengono esposti a particolari rischi (rischio chimico, rischio biologico, lavoro in ambienti confinati, ecc ecc). La formazione è, inoltre, differenziata per categorie di rischio (rischio basso, medio o alto).

La formazione è davvero necessaria?

L’obbligo della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è sancito dal D.Lgs. 81/08. Il mancato rispetto dell’obbligo comporta sanzioni molto gravi.

Le modalità della formazione vengono dettagliate nel Decreto medesimo e negli Accordi Stato-Regioni.

Per un Datore di Lavoro può essere spesso difficile seguire gli obblighi di formazione all’interno dell’azienda, specie in aziende dalla struttura complessa. È quindi opportuno rivolgersi a professionisti specializzati che possano supportare il Datore di Lavoro nella selezione dei corsi da effettuare e i relativi aggiornamenti periodici.

Perché rivolgersi a Laborad?

Laborad si occupa da anni di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro in molte aziende; la grande esperienza, unita alla conoscenza diretta dei rischi tipici delle realtà in cui i tecnici Laborad effettuano sopralluoghi e valutazioni dei rischi, fa sì che i corsi di formazione seguiti da Laborad siano sempre su misura per il cliente e per i suoi lavoratori.

I corsi di formazione per la sicurezza dei lavoratori, realizzati secondo il vigente Accordo Stato-Regioni da formatori qualificati con esperienza pluriennale, possono essere effettuati presso la sede del cliente, anche in lingua inglese.

 

Richiedi un preventivo gratuito della formazione necessaria nella tua azienda, contattando gli esperti Laborad.

Analisi di pesticidi negli alimenti e in agricoltura

Un nuovo metodo per rilevare i residui di pesticidi nei cibi

rapido, efficace e a basso costo


Hai acquistato frutta e verdura per il tuo negozio o ristorante e vuoi sapere se ci sono residui di pesticidi?

Sei un agricoltore e vuoi mostrare a tutti, con i fatti, che coltivi in modo naturale?

Allora Laborad ha la soluzione giusta per te!

 

Quante volte, volendo dimostrare la naturalezza dei prodotti da te coltivati ti sei scontrato con il costo delle varie certificazioni “Bio”?

E quante volte un piccolo agricoltore, privo di certificazioni, ci ha detto “Fidati, non preoccuparti, ho curato personalmente tutte le mie piante senza mai far uso di sostanze chimiche!”?

Un problema irrisolvibile?

Nel dubbio, sicuramente ora o in passato, avrai sentito la necessità di effettuare delle analisi per verificare la presenza di residui di pesticidi nei prodotti venduti o acquistati, una necessità che probabilmente avrai però accantonato per gli alti costi da sostenere per gli esami in rapporto al valore modesto del prodotto.

Da oggi, non è più così!

Nel laboratorio interno Laborad abbiamo finalmente a disposizione un metodo innovativo per rilevare, con una sola analisi, la presenza di residui di oltre il 70% dei fitofarmaci attualmente utilizzati in agricoltura.

Perché misurare?

Sei un venditore o un ristoratore? Con le nostre analisi potrai finalmente dimostrare con i fatti, non solo con le parole, a tutti i tuoi clienti la qualità del prodotto che vendi!

Sei un piccolo produttore agricolo? Spesso un piccolo coltivatore, nonostante la cura e l’attenzione profusa alla coltivazione dei prodotti, non riesce ad ottenere il giusto compenso per i propri sforzi perché non riesce a sostenere gli elevati costi di una certificazione “Bio”. Da oggi, però, tutti possono dimostrare, con un investimento minimo, la sicurezza dei propri prodotti.

 

Sei semplicemente curioso? Allora che aspetti, togliti la curiosità di vedere l’invisibile!

Cosa posso misurare?

Le misure dei pesticidi possono essere eseguite su campioni di frutta, verdura, cereali, semilavorati, cibi cucinati e tanti altri alimenti diversi e persino su acqua potabile o un terreno agricolo, anche se contaminati da residui di pesticidi in concentrazioni bassissime.

Cosa serve?

Basta un campione di qualche grammo, ad esempio di verdura, e un investimento di poche decine di euro per poter verificare la bontà del tuo prodotto e la sicurezza di quello che compri o vendi!

Richiedi maggiori informazioni o un preventivo gratuito contattando i nostri esperti Laborad o mandandoci un messaggio via WhatsApp.

 

E scoprirai quanti vantaggi potrai ottenere al costo… di una pizza! (a proposito, se vuoi possiamo analizzare anche quella!)

analisi pesticidi alimenti agricoltura

Analisi di pesticidi negli alimenti e in agricoltura

analisi pesticidi alimenti agricoltura laboradUn nuovo metodo per rilevare i residui di pesticidi nei cibi

rapido, efficace e a basso costo

 

Hai acquistato frutta e verdura e vuoi sapere se ci sono residui di pesticidi?

Vuoi assicurarti che ciò che compri come “Agricoltura Bio” lo sia veramente?

Abbiamo la soluzione giusta per te!

 

Quante volte, comprando alimenti, quali frutta o verdura, ci siamo tutti chiesti se fosse davvero priva di residui di pesticidi potenzialmente dannosi per la salute, come dice l’etichetta?

E quante volte un piccolo agricoltore, privo di certificazioni, ci ha detto “Fidati, non preoccuparti, ho curato personalmente tutte le mie piante senza mai far uso di pesticidi!”?

 

Ma sarà vero?

Nel dubbio, sicuramente ora o in passato, avrai sentito la necessità di effettuare delle analisi per verificare la presenza di residui di pesticidi negli alimenti venduti o acquistati, una necessità che probabilmente avrai però accantonato per gli alti costi da sostenere per gli esami in rapporto al valore modesto del prodotto.

 

Da oggi, non è più così!

Nel laboratorio interno Laborad abbiamo finalmente a disposizione un metodo innovativo per rilevare, con una sola analisi, la presenza di residui di oltre il 70% dei fitofarmaci attualmente utilizzati in agricoltura, con costi ridottissimi (meno di 20 euro a campione!) e con tempi di analisi molto brevi (qualche ora!).

 

analisi pesticidi alimenti agricoltura bambinoPerché misurare?

Sei a capo di un gruppo di acquisto? Con una sola analisi regalerai la serenità a tutti i tuoi amici.

Hai un bambino? Verifica gli alimenti che compri e l’acqua che usi per il tuo piccolo: purtroppo, non sempre una maggiore spesa equivale a ottenere maggiore sicurezza!

Sei semplicemente curioso? Allora che aspetti, togliti la curiosità di vedere l’invisibile!

 

Cosa posso misurare?

Laborad può eseguire le misure dei pesticidi possono essere eseguite su campioni di frutta, verdura, cereali, semilavorati, cibi cucinati e tanti altri alimenti diversi e persino su acqua potabile e terreni agricoli, anche se contaminati da residui di pesticidi in concentrazioni bassissime.

 

Cosa serve?

Basta un campione di qualche grammo, di un frutto ad esempio, e un investimento di poche decine di euro per poter verificare la bontà del tuo prodotto e la sicurezza di quello che compri, anche se non viene da agricoltura biologica!

 

Richiedi maggiori informazioni o un preventivo gratuito contattando l’esperto Laborad o mandandoci un messaggio via WhatsApp.

 

Scoprirai quanti vantaggi potrai ottenere al costo… di una pizza! (a proposito, se vuoi possiamo analizzare anche quella!)

nuove norme radon puglia laborad

Nuove norme per il gas Radon nella Regione Puglia

 

Con la legge regionale 30 del 3 novembre 2016, la Regione Puglia ha fissato nuove e più restrittive norme per la riduzione dell’esposizione al gas Radon negli edifici, in riconoscimento della pericolosità di tale gas (secondo responsabile di tumore al polmone dopo il fumo) e della necessità di prevenirne l’accumulo negli ambienti di vita e lavoro.

È quindi ora obbligatorio, per gli edifici presenti nel territorio della Regione, adeguarsi alle nuove norme, pena la sospensione della certificazione di agibilità dei locali.
Vediamo nel dettaglio quanto previsto dalla legge.

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Pubblicato l’aggiornamento delle linee guida sulle Fibre Artificiali Vetrose

La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 10 novembre scorso, ha approvato l’aggiornamento 2016 delle “Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute” in materia di Fibre Artificiali Vetrose (documento scaricabile qui.

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